
L'ospitalità ticinese non manca, ma anche i clienti devono fare la loro parte. Questo, in sostanza, il messaggio lanciato da un grotto del luganese, che replica alle accuse di una nostre lettrice, che si era lamentata dell'atteggiamento poco disponibile di una cameriera (vedi articolo suggerito).
"Il gruppo di persone in questione è arrivato al nostro ristorante verso le 19.00" esordiscono i proprietari del locale. "Erano in 10 e ne mancavano 2. Dopo parecchie telefonate e un'attesa di oltre un’ora, le 2 persone mancanti hanno comunicato al resto del gruppo che non sarebbero arrivate. A questo punto la cameriera, sollecitamente, ha preso l’ordine e la cucina ha cercato di smaltire nel più breve tempo possibile la comanda per non prolungare maggiormente il tempo di attesa".
"Il nervosismo del gruppo, complice forse anche la serata afosa, era evidente" aggiungono. "Facile scaricare la tensione su un capo espiatorio (la cameriera) che comunque aveva il suo bel daffare visto l’affluenza al ristorante.
"Per quanto riguarda le fotografie" spiegano i proprietari, "la cameriera non si è rifiutata di farle, ma semplicemente ha sottolineato il fatto che era parecchio presa e che un po’ più tardi ci sarebbe stato maggior tempo per scattarle".
Sul conto da pagare di 700 franchi e 20 centesimi, "dopo parecchi incassi singoli di 70 franchi la cameriera, giustamente, ha chiesto chi avrebbe coperto i 20 cts" precisano i proprietari. "Ci sembra ovvio che il conto debba essere pagato per intero. Non è di sicuro la cameriera che può decidere per uno sconto o meno, anche se di pochi centesimi e non è sicuramente lei che deve coprire importi di propria tasca".
La lettrice aveva concluso affermando che ”più che il digestivo ci hanno offerto l’amaro". Ma i proprietari vogliono sottolineare che alla fine della cena hanno "servito una bottiglia di Champagne, portata dal gruppo al ristorante, con un servizio ad hoc dopo averla messa al fresco e portata a giusta temperatura. Questo senza chiedere un solo centesimo, senza fatturare quel “tappo” che nella ristorazione è prassi quando un cliente porta la propria bottiglia".
I proprietari lanciano infine un appello: "Ci sembra doveroso sottolineare come sia ingiusto e gratuito scaricare sugli operatori del settore ristorazione i problemi del turismo del nostro Cantone. Lavoriamo duramente e seriamente, l’impegno è totale affinché l’ospite rimanga soddisfatto".
"L’indomani dell’articolo scritto dalla cliente, ci siamo riuniti per una sana autocritica, riflettendo sulla serata in questione...Migliorare si può e si deve, sempre" riconoscono i proprietari, che concludono con un invito. "Cara cliente speriamo che il suo sfogo sia stato impulsivo e che dopo un’attenta analisi ci voglia rallegrare anche in futuro della sua presenza. Ne saremo lieti".
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

