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Ticino
Ospita un asilante a casa tua
Redazione
13 anni fa
Quattro deputati leghisti chiedono al Governo di incentivare l'alloggio dei richiedenti l'asilo nelle case di privati cittadini

Il tema relativo all'alloggio dei richiedenti l'asilo resta sempre di attualità. Le strutture adatte scarseggiano e la Confederazione è in perenne ricerca di soluzioni, definitive o provvisorie. Una di queste è stata trovata all'ex caserma di Losone, per i prossimi tre anni, ma nel nostro Cantone esiste un'altra forma di ospitalità che, secondo alcuni deputati della Lega, rimane sottoutilizzata.

Si tratta dell'ospitalità nelle case private, ad opera di cittadini che volontariamente si mettono a disposizione per accogliere richiedenti l'asilo. Di recente è emerso il caso di una famiglia che ospita due profughi tibetani. Un gesto di solidarietà e umanità, quello della famiglia ticinese, "che merita di essere pubblicizzato", a detta di Mauro Minotti, Fabio Badasci, Silvano Bergonzoli Felice Campana, tutti della Lega, i quali hanno inoltrato un'interrogazione al Governo con la quale chiedono di incentivare tale pratica.

"Quante persone, annualmente, negli ultimi 5 anni hanno ospitato dei richiedenti l'asilo?" chiedono gli interroganti. "Il Governo è soddisfatto di tale cifra? Fermo restando che, come risposto all’interrogazione dell’allora deputato Sergio Arigoni “l’accoglienza deve rimanere una decisione convinta, libera, responsabile e disinteressata di ogni cittadino o famiglia, consapevoli delle opportunità che questa ospitalità può offrire, ma anche di eventuali inconvenienti che potrebbero emergere in alcune circostanze”, non crede che una maggiore informazione alla popolazione su questa possibilità porterebbe ad un incremento delle persone che si metterebbero a disposizione?"

L'interrogazione leghista abborda poi un altro argomento, quello del lavoro di utilità pubblica svolto dai richiedenti l'asilo. In risposta ad un atto parlamentare di Silvano Bergonzoli, il Consiglio di Stato aveva spiegato come l'impiego di soldati dell'Esercito per controllare i profughi al lavoro fosse vietato dalle disposizioni del Dipartimento della difesa. Ma secondo gli interroganti leghisti, facendo capo ai militi dell'Esercito o della Protezione civile si potrebbe ottenere dei buoni risultati per tutti. Sia per i richiedenti l'asilo che per il Cantone, che potrebbe così limitare i costi delle attività di istruzione e controllo.

Per cui i quattro granconsiglieri chiedono al Consiglio di Stato se intende attivarsi presso l'Autorità federale per eliminare il divieto di impiego di militi. Inoltre, vogliono sapere se corrisponde al vero che un richiedente l'asilo possa rifiutarsi di lavorare, senza necessità di addurre un motivo valido e senza rischiare sanzioni. E se fosse vero, chiedono di attivarsi, sempre presso l'Autorità federale, per introdurre l'obbligatorietà del lavoro per i richiedenti l'asilo, fatta eccezione ovviamente per coloro con problemi medici.

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