
La Commissione sanitaria sembrava più o meno compatta. Il rapporto doveva essere pronto per passare al vaglio del Gran Consiglio entro fine giugno. Invece siamo a settembre e ancora nulla sull'ospedale unico cantonale.
È questione di poche settimane, rassicura la presidente Maristella Polli. Sarà che l’estate porta consiglio, oppure che il tema è di quelli delicati. Fatto sta che a sorpresa è spuntato un rapporto di minoranza, contrario cioé all’idea di una struttura dove concentrare tutte le specialità.
La preoccupazione della socialista Gina La Mantia, in barba alle rassicurazioni della Commissione, è che alla fine, un ospedale unico, svuoterà di contenuti tutte le altre strutture. Insomma, tanti saluti ai nosocomi di prossimità. Altri invece, sebbene favorevoli, si sono chiesti se non sia il caso di parlare anche dell’eventuale collocazione del famoso ospedale. Lo sappiamo: il cosa metterci, è molto meno complicato del dove metterlo. Specie in un Ticino perennemente diviso tra Sotto e Sopra Ceneri. Trattare tutto insieme permetterebbe di evitare un passaggio alle urne. Via il dente, via il dolore.
Ma secondo la maggioranza della commissione sanitaria sdoganare il concetto di un ospedale di riferimento è già tanta roba. Specie dopo che l’ultima pianificazione ospedaliera aveva optato per un pilatesco ospedale multisito.
Comunque sia, ora il rapporto, o meglio i rapporti, ci sono. E dovrebbero passare al vaglio del Parlamento entro il prossimo ottobre. L’idea di un ospedale unico, per inciso, pare goda del sostegno del Consiglio di Stato, dell’Ente Ospedaliero e anche degli ambienti universitari. Vediamo se godrà anche di quello degli elettori ticinesi.
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