
Dieci serate di grande repertorio al LAC, 4 appuntamenti in auditorio, eventi e concerti speciali. La nuova stagione dell’Osi è costruita per appagare gli habitué e incuriosire i neofiti. Si parte il 28 settembre, con al timone il direttore principale Markus Poschner. Cosa ci aspetta? "Ci possiamo aspettare un viaggio tra i colori della musica sinfonica, con artisti diversi dal solito”, ci spiega la direttrice artistica ad interim Barbara Widmer. “Abbiamo per esempio l'accordeonista Ksenija Sidorova che ci proporrà un brano di Piazzolla. Ci sono poi nuovi assaggi della musica contemporanea, con anche escursioni nella musica cameristica”.
Si punta ai giovani
Oltre ai grandi eventi come il concerto di San Silvestro torna il format “be connected” per strizzare l’occhio alla generazione Z. Dopo il successo del concerto in discoteca al Vanilla, è prevista una serata di Halloween al Palacinema di Locarno, dal titolo “Chi ha paura dell’OSI?”. In programma anche 6 pause pranzo al LAC sulle note di una prova concerto, una formula per abbattere le barriere ed avvicinare i più giovani. “A volte il problema è la cornice”, spiega il direttore principale dell’OSI Markus Poschner. “Come si arriva, il biglietto è caro, bisogna vestirsi in modo adeguato, c’è un 'dress code'. E questo per i giovani spesso è un problema. Penso che dobbiamo essere molto flessibili e moderni, deve essere semplice andare a un concerto. La musica è lo specchio del nostro ego, lo specchio della nostra anima e penso che senza musica non possiamo vivere. È come un legame segreto tra le persone e nella società, noi siamo esseri emozionali”. Emozioni che l’OSI porterà oltre i confini della svizzera italiana. Nel 2024 sono infatti previste due tournée in Austria e nelle più importanti sale concertistiche della Germania.
Preoccupa la situazione finanziaria
Lo scorso anno gli spettatori nelle sale sono stati 43mila, con una media di occupazione che supera il 90%. Risultati ottimi, ma c’è comunque una nota dolente. La situazione finanziaria è infatti critica e la direzione è intervenuta con un contenimento dei costi per garantire la sopravvivenza dell’Orchestra. Purtroppo, non basta e il presidente della fondazione OSI Mario Postizzi è preoccupato per il futuro. "Non possiamo continuare ad avere delle perdite, che non sono dettate dalla nostra gestione, ma dal fatto che abbiamo avuto minori entrate nel contesto della convenzione che era stata a suo tempo perfezionata con la Rsi”, commenta Postizzi. Il Cantone, la città di Lugano e diversi privati hanno già garantito il loro sostegno. Quello che manca è un impegno da parte di altri comuni del Cantone. “Stendiamo un velo pietoso sul loro disinteresse”, ha detto amareggiato il municipale Roberto Badaracco. Eppure ci sono anche esempi positivi, ha aggiunto Postizzi. "Paradiso, per esempio, l'anno prossimo finanzia un concerto, dando generosamente il suo contributo. Se lo fa Paradiso, possono farlo anche tanti altri comuni vicini".

