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Ticino
OSI: "Il problema sta nella SSR"
OSI: "Il problema sta nella SSR"
OSI: "Il problema sta nella SSR"
Redazione
10 anni fa
Borradori e Quadri prendono posizione sulle 46 disdette cautelative. "Sarebbe una perdita per tutto il Cantone"

La notizia, anticipata stamane dal CdT, dell'invio di disdette cautelative ai 46 dipendenti dell'Orchestra della Svizzera italiana (OSI) coglie di sorpresa la Città di Lugano. In seno all'Esecutivo luganese ancora non si sapeva di questo passo operato dalla direzione della Fondazione, ma "la partita da giocare è un'altra. Il problema è a monte, con la SSR" ci spiega Marco Borradori.

In attesa della riunione plenaria convocata per il 29 novembre in cui sicuramente il presidente Pietro Antonini farà maggiore chiarezza sulla situazione, il sindaco di Lugano non prende posizione, immaginando i motivi della scelta, quasi obbligata, dei vertici dell'Orchestra della Svizzera italiana: "Il problema sta nella decisione della SSR e occorre trovare un modo per operare con loro." La stessa SSR la scorsa primavera aveva però rifiutato di dialogare con la Città: "Ci hanno chiuso la porta perché vogliono una discussione tra tecnici, non con i politici" riferisce Borradori.

A Lugano in ogni caso l'OSI non viene dimenticata: "In Municipio stiamo ancora riflettendo sull'entità del contributo che diamo e daremo. Vedremo se eventualmente maggiorarlo, ma tutto è ancora da vedere." A muoversi in soccorso dell'orchestra potrebbe però essere tutta la regione, con una sorta di collaborazione solidale: "L'Ente regionale per lo sviluppo del Luganese sta valutando un eventuale contributo. Quest'orchestra è un fiore all’occhiello della nostra cultura e porta benefici a tutto il cantone. Indubbiamente ora con il LAC come casa, la regione del Luganese ne beneficia in particolar modo. Un riesame del contributo direi che è quindi giustificabile."

Si può forse anche immaginare che la città ci metta una "pezza" provvisoriamente? "L'obiettivo è trovare un accordo diverso con la SSR, ma è ragionevole discutere innanzitutto a livello regionale per cautelarsi e non trovarsi impreparati." Secondo Borradori infatti “l’orchestra è importante per il LAC e viceversa. È fondamentale avere una casa di prestigio per un'orchestra che dà lustro al Ticino. Basti vedere i risultati della attuale tournée europea, apprezzatissima da pubblico e critica."

Un discorso simile giunge dal municipale che più di tutti in passato si è mostrato critico nei confronti dell'OSI, Lorenzo Quadri. "Sostenere l'orchestra sì, ma dipende in che termini" afferma il leghista, da noi interpellato per un commento. "Se si tratta di mantenere quello che è il contributo che da vario tempo viene elargito (se non ricordo male 500mila franchi) è un conto, se ci si aspetta che questo contributo venga aumentato è un'altra storia."

Quadri ritiene che l'Orchestra della Svizzera italiana non sia l'orchestra di Lugano, bensì come dice il suo nome di tutta la Svizzera italiana. "Lugano ha già fatto tanto e continua a farlo quindi non si può pretendere che sia la Città a toppare i buchi causati dalla SSR" dichiara il municipale. "Ci sono altri Comuni, c'è il Cantone, c'è l'Ente regionale di sviluppo, ci sono vari fondi come lo Swisslos dove si può andare a battere cassa."

In conclusione chiediamo a Quadri: ma se l'OSI dovesse scomparire, sarebbe una perdita per Lugano? "Penso che la perdita sarebbe per tutto il Cantone e anche per la stessa SSR, che con un miliardo e trecento milioni di canone non riesce a mantenere i finanziamenti dell'OSI" risponde Quadri. "Mi sembra una scelta di fondo per scaricare le proprie responsabilità."

OC/AS

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