
Sono momenti difficili per l'Orchestra della Svizzera italiana (OSI). A seguito del disimpegno finanziario della SSR e alle difficoltà nel trovare nuove forme di sostentamento, la Fondazione per l'OSI ha dovuto annunciare la disdetta cautelativa del Contratto collettivo di lavoro e dei contratti individuali di tutti i 46 dipendenti dell'orchestra, per la fine dell'anno prossimo.
L'annuncio, di cui dà notizia oggi il Corriere del Ticino, giunge tramite una lettera del presidente Piero Antonini, datata 18 novembre e inviata sia ai dipendenti che alle parti sociali.
"Fino ad oggi le trattative in corso non hanno dato ancora un esito certo" scrive Antonini nella missiva. "Date queste grave e incerte circostanze, la FOSI si vede costretta a disdire cautelativamente" sia il CCL sia i singoli contratti.
La disdetta non è però ancora stata formalizzata. Prima la Fondazione incontrerà i musicisti in una riunione plenaria, convocata per martedì 29 novembre nell'auditorio RSI di Lugano-Besso. Solo allora sarà possibile sapere di più sull'effettiva situazione dell'OSI e sulle sue prospettive. Ma quel che è certo è che la lettera di Antonini non fa che aumentare le preoccupazioni per un'orchestra sempre più in bilico.
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