
Gli operatori sociopsichiatrici dell’Osc - cioè delle infrastrutture pubbliche, stanziali e ambulatoriali del Canton Ticino – hanno deciso di contestare la revisione legislativa che da oggi è oggetto della commissione del parlamento. Essi hanno inoltre invitato i sindacati Ocst e Vpod a far di più contro la nuova scala salariale e la revisione della legge sugli stipendi dell’amministrazione cantonale. Lo riferisce il quotidiano “La Regione”.
Il testo, firmato da Valentino Garaffa (presidente) e da Rosario Salerno (segretario della Commissione del personale Osc), è stato redatto a metà ottobre ma reso pubblico solamente nella giornata di ieri. Esso contiene 4 punti fondamentali: il primo concerne l’invito al Consiglio di Stato a ripensare “tutto l’impianto che ha portato alla proposta di nuova classificazione”, in quanto il modello che sta alla base della riforma non convince e non sono stati resi noti i criteri che ne stanno alla base. Secondariamente vengono contestati i bassi salari previsti al primo impiego che, a quanto pare, verranno però parzialmente rivisti con il Regolamento d’applicazione. Il terzo punto concerne “la possibilità di dare ai rappresentanti del personale l’opportunità di visionare metodo, parametri e giudizio per redigere questa proposta”. L’ultimo punto riguarda invece “il rifiuto di aumenti ritenuti ingiustificati per funzioni dirigenziali”.
L’insieme di queste considerazioni sta alla base della richiesta fatta dagli operatori Osc ai sindacati di opporsi alla proposta di revisione della legge e di denunciare pubblicamente il prospettato peggioramento delle condizioni di lavoro delle future generazioni.
Il seguente dossier è oggetto di riflessione nella competente commissione parlamentare, la quale non ha ancora espresso il proprio giudizio in merito. La riforma dovrebbe comunque ottenere il placet del Gran Consiglio.
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