Cerca e trova immobili
Lupo
“Ormai l’attacco all’uomo è solo una questione di tempo”
Teleticino
3 anni fa
La Federazione Cacciatori Ticinesi torna a scagliarsi contro il grande predatore. Il presidente Fabio Regazzi: “Urgono misure incisive”.

“230 esemplari riuniti in 20 branchi, ormai l’attacco all’uomo è soltanto una questione di tempo”, la Federazione Cacciatori Ticinesi (FCTI) riunitasi oggi in assemblea a Serpiano lancia un nuovo allarme lupo.

Un grande predatore che continua a far discutere, una specie in forte crescita che secondo le stime recenti fornite proprio oggi durante l’assemblea dei delegati dell’FCTI, sarebbe arrivata a contare circa 230 esemplari nel nostro territorio, riuniti in 20 branchi. E così gli episodi di predazioni e avvistamenti si moltiplicano, tanto da spingere il parlamento federale a modificare lo scorso dicembre la legge sulla caccia, concedendo l’abbattimento preventivo di esemplari che si avvicinano in modo minaccioso a zone abitate o a esseri umani.

Regazzi: "Il problema lupo è sfuggito di mano"

Per il presidente della FCTI Fabio Regazzi, intervistato da Ticinonews, la modifica di legge sulla caccia è “un passo nella giusta direzione ma largamente insufficiente per gestire un problema che ormai è sfuggito di mano”. Secondo Regazzi un'ipotetica soluzione può essere quella di "stabilire un numero massimo di lupi che possono essere contenuti in un determinato territorio e in seguito agire di conseguenza per mantenere un livello che sia perlomeno sopportabile".

Obiettivi raggiunti nella caccia alta

Capitolo lupo a parte, quello appena trascorso per la FCTI può essere considerato un anno di rodaggio in seguito soprattutto al rinnovo sostanziale del Comitato centrale, organo di riferimento per una realtà che oggi conta 2’200 associati. Buono per il resto il bilancio venatorio della caccia alta: obiettivi raggiunti per le catture di camosci e caprioli, 180 catture in più per i cervi.

Troppi cinghiali in Ticino, estesa la stagione venatoria

Flessione invece di 350 capi per i cinghiali. Una specie, quest’ultima, la cui crescita costante rimane problematica tanto da spingere il canton Ticino a estendere la stagione venatoria al cinghiale anche nei mesi di giugno e luglio del 2023.