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Ticino
“Ormai abbiamo fatto l'abitudine agli attentati”
“Ormai abbiamo fatto l'abitudine agli attentati”
“Ormai abbiamo fatto l'abitudine agli attentati”
Redazione
9 anni fa
Una ticinese a Londra parla del clima di terrore che si vive in città dopo l’esplosione in metropolitana

Torna la paura a Londra, dopo l’ennesimo attentato. Stavolta a esplodere un ordigno artigianale, nascosto in un secchio di plastica bianco, lasciato in un treno della metropolitana. Transennata la stazione di Parsons Green e sospese le corse tra Earls Court e Wimbledon. Un evento che immancabilmente ha un impatto sulla vita quotidiana delle persone.

“Questa mattina ho preso un taxi per andare al lavoro, evitando di prendere la metropolitana. Sono stata avvisata da un’amica di Lugano dell’attentato e a mia volta ho scritto a un collega di lavoro che abita vicino a Parsons Green di non recarsi in stazione. Come effetto, aumenta il traffico "in superficie" visto che tutti evitano il trasporto underground. Ma in questo caso il ritardo al lavoro è giustificato”.

A parlare è Barbara, una 28enne originaria del Mendrisiotto, che da 4 anni vive e lavora nella capitale britannica. Città che nell’ultimo anno ha subito numerosi attentati. Eventi che stanno quasi diventando la “normalità”.

“Il primo giorno c’è sempre il momento di shock quando si apprende la notizia. Tant’è vero che partono sempre numerosi messaggi di allarme e di rassicurazione ai parenti. Poi si cerca di evitare i punti critici e i mezzi pubblici. Una volta cessato l’allarme, la vita quotidiana riprende di nuovo il suo ritmo. Per forza. C’è gente che vive a un’ora di distanza dal luogo di lavoro e non può permettersi di prendersi tutti i giorni l’autobus o il taxi”.

“Fortunatamente non mi sono mai trovata in un luogo dell’attentato” continua la nostra interlocutrice. “Ma il più terribile è stato quello di London Bridge lo scorso giugno, quando un furgone ha investito alcuni pedoni sul ponte. Volevamo andare a vedere la partita quando abbiamo appreso della notizia. Non si capiva cosa stesse succedendo e ci siamo rifugiati a casa di amici per evitare rischi. In questi momenti si è subito presi dal panico. È stato abbastanza intenso. Ma fortunatamente eravamo lontani dal luogo dell’attentato. Un evento imprevedibile e inaspettato, con cui ormai abbiamo fatto l'abitudine".

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