
Nata ad inizio 2025, la cooperativa OriginTI si occupa della trasformazione, del confezionamento e della commercializzazione del mais vitreo per la produzione di oltre 20 prodotti farinacei, tra cui la polenta. Sono 12 i produttori affiliati guidati dal presidente di OriginTI Giacomo Bassetti: “Una volta sfamava la popolazione. È ciò che ti permetteva di vivere. Noi portiamo avanti quello che Paolo Bassetti faceva già da 25 anni: lui era la polenta. Siamo noi ora come cooperativa di produttori che proseguiamo il progetto”.
Una tradizione di padre in figlio
Ed è proprio Paolo Bassetti, il padre di Giacomo, che nel 2000 ha avuto l’intuizione di riportare la coltivazione del mais in Ticino, abbandonata negli anni '60-'70. Le prove agronomiche di 25 anni fa hanno dimostrato che nuove varietà erano buone tanto quanto quelle dell’epoca, se non migliori. Per Bassetti è stata una necessità della tradizione ticinese: “Era importante sia per il produttore, sia per il consumatore che aveva un prodotto locale, garantito, di qualità e tipico della tradizione”. Una coltivazione che si estende sul Piano di Magadino e quello del Vedeggio per un totale di 50 ettari che l’anno producono 225 tonnellate di mais di diverse varietà: “Noi produciamo la polenta gialla classica, la polenta rossa, specialità del Ticino, salvata da ProSpecieRara. Poi c’è la polenta bianca, quella nera, quella a base di grano saraceno e infine tortillas e popcorn”, ci dice Giacomo Bassetti.
Il settore primario all'avanguardia
Sfogliatura, cernita, essicazione, macinazione e infine confezionamento. La produzione però nasce sul campo, laddove Christian Bassi, produttore ticinese, valorizza in maniera sostenibile il mais: “Il terreno, se non viene coltivato, in pochi giorni diventa bosco. Cerchiamo di irrigare il meno possibile e nelle ore giuste. Tante volte il settore primario è visto come settore non all’avanguardia. Tengo a dire che è un settore in cui studiamo tanto e anche grazie alla tecnologia cerchiamo di sprecare meno risorse possibili”, afferma Bassi. È la tradizione al centro del discorso per una professione tramandata di generazione in generazione: Portare avanti questa tradizione che ha permesso a mio nonno di sopravvivere, trovo che sia importante”.

