Cerca e trova immobili
Ticino
OriginTI, tradizione e sostenibilità per la cooperativa del mais
Samuele Quadri
5 mesi fa
Polenta, tortillas e popcorn, sono solo tre dei prodotti realizzabili dalla coltivazione del mais. Una tradizione ticinese ereditata dalla cooperativa OriginTI che dal 2025 si occupa della filiera nel nostro Cantone. La valorizzazione di questa pianta non è solo una pietanza culinaria, ma fa parte della storia del nostro Cantone.

Nata ad inizio 2025, la cooperativa OriginTI si occupa della trasformazione, del confezionamento e della commercializzazione del mais vitreo per la produzione di oltre 20 prodotti farinacei, tra cui la polenta. Sono 12 i produttori affiliati guidati dal presidente di OriginTI Giacomo Bassetti: “Una volta sfamava la popolazione. È ciò che ti permetteva di vivere. Noi portiamo avanti quello che Paolo Bassetti faceva già da 25 anni: lui era la polenta. Siamo noi ora come cooperativa di produttori che proseguiamo il progetto”.

Una tradizione di padre in figlio

Ed è proprio Paolo Bassetti, il padre di Giacomo, che nel 2000 ha avuto l’intuizione di riportare la coltivazione del mais in Ticino, abbandonata negli anni '60-'70. Le prove agronomiche di 25 anni fa hanno dimostrato che nuove varietà erano buone tanto quanto quelle dell’epoca, se non migliori. Per Bassetti è stata una necessità della tradizione ticinese: “Era importante sia per il produttore, sia per il consumatore che aveva un prodotto locale, garantito, di qualità e tipico della tradizione”. Una coltivazione che si estende sul Piano di Magadino e quello del Vedeggio per un totale di 50 ettari che l’anno producono 225 tonnellate di mais di diverse varietà: “Noi produciamo la polenta gialla classica, la polenta rossa, specialità del Ticino, salvata da ProSpecieRara. Poi c’è la polenta bianca, quella nera, quella a base di grano saraceno e infine tortillas e popcorn”, ci dice Giacomo Bassetti.

Il settore primario all'avanguardia

Sfogliatura, cernita, essicazione, macinazione e infine confezionamento. La produzione però nasce sul campo, laddove Christian Bassi, produttore ticinese, valorizza in maniera sostenibile il mais: “Il terreno, se non viene coltivato, in pochi giorni diventa bosco. Cerchiamo di irrigare il meno possibile e nelle ore giuste. Tante volte il settore primario è visto come settore non all’avanguardia. Tengo a dire che è un settore in cui studiamo tanto e anche grazie alla tecnologia cerchiamo di sprecare meno risorse possibili”, afferma Bassi. È la tradizione al centro del discorso per una professione tramandata di generazione in generazione: Portare avanti questa tradizione che ha permesso a mio nonno di sopravvivere, trovo che sia importante”.