
Troppi dubbi attorno a quell'autopsia. Innanzitutto per la fretta con cui è stata eseguita, a poche ore dal decesso, poi per l'assenza di cenni relativi all'espianto di organi.
La madre dell'avvocato trovato impiccato nel suo appartamento di Lugano il 5 dicembre 2011, come reso noto da Il Fatto Quotidiano, ha denunciato le due dottoresse dell'ospedale di Varese incaricate dall'Istituto di patologia di Locarno, in quanto vuole vederci più chiaro su quanto accaduto in quelle ore successive alla morte di suo figlio.
Il suo sospetto è che quella morte considerata essere un suicidio in realtà nasconda ben altro. E i presunti legami di suo figlio con la 'ndrangheta non fanno che rafforzare questa sua ipotesi.
Ma dall'ospedale di Varese, dove è stata eseguita l'autopsia, giunge la pronta e secca smentita. "Si tratta di fatti che non conoscevo" ha spiegato a Varesenews il direttore del reparto di Medicina legale, dottor Mario Tavani. "I visceri vengono da noi conservati e catalogati e sono sempre a disposizione delle indagini. Queste sono le procedure."
Tavani spiega poi di avere un accordo di collaborazione con le autorità svizzere per l'esecuzione delle autopsie. "Ma non possiamo fare nulla senza l'ordine delle autorità giudiziarie. Il nostro lavoro è rigidamente soggetto agli ordini che ci danno i magistrati, che siano italiani o svizzeri, ogni altra considerazione è superflua."
Che fine hanno fatto quindi il cervello, il cuore, lo stomaco, un rene e tutti i denti dell'avvocato deceduto? Il mistero permane.
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