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Ticino
Orari negozi: mozione Lombardi in consultazione
Redazione
13 anni fa
L'ACSI si dice perplessa: "Non serve, solo una minoranza la utilizzerà"

Per la mozione Lombardi è tempo di consultazioni. Dopo il sì delle due camere del Parlamento federale, la proposta del senatore PPD sull’armonizzazione degli orari dei negozi passa ora alla fase conoscitiva, dove tutti i Cantoni, e a livello nazionale le associazioni economiche, sindacati e partiti saranno chiamati a dire la loro. Il Consiglio Federale ha elaborato una proposta di legge proprio sulla scorta della mozione.

Nel dettaglio lo ricordiamo la proposta di modifica presentata da Filippo Lombardi auspica una parziale armonizzazione degli orari dei negozi, con aperture dalle 6 alle 20 dal lunedì al venerdì, e dalle 6 alle 19 il sabato. La proposta intanto è lanciata. La fase di consultazione è iniziata alcuni giorni fa e si concluderà nel mese di aprile. A quel punto, il Consiglio federale riceverà in forma scritta tutti i pareri e deciderà se apportare eventuali modifiche alla proposta di legge, o se farla approdare direttamente in parlamento.

L’iter dovrebbe durare per tutto il 2014, mentre l’entrata in vigore potrebbe essere prevista per il primo gennaio del 2016, afferma a Teleticino un soddisfatto Filippo Lombardi. Ma tornando alle consultazioni, per quello che riguarda il nostro Cantone oltre al Consiglio di Stato, anche l’Associazione dei Consumatori della Svizzera italiana sarà chiamata a dire la sua.

Il presidente Antoine Casabianca contattato telefonicamente, anticipa che la proposta lo lascia alquanto perplesso. “Questa armonizzazione non ha un interesse generalizzato, sarà solo una minoranza ad usufruire di questi orari” afferma Casabianca che aggiunge “con un cambiamento del genere, muterebbero anche le abitudini, i consumatori si abituerebbero a fare la spesa in orari differenti, svuotando la vita cittadina durante la giornata”.

Fin qui il parere dell’ACSI, ora toccherà al Consiglio di Stato, agli altri cantoni e a livello nazionale alle associazioni e ai sindacati coinvolti dare il proprio parere. Le risposte sono attese entro aprile.

Christian Fini

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