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Ticino
"Ora sogno una bella luganiga alla griglia!"
Redazione
19 anni fa
Chico Frigerio é atterrato questa mattina ad Agno dopo due mesi e mezzo di carcere a New York

Chico Frigerio è tornato. L’ex finanziere, arrestato a inizio settembre a New York, è atterrato questa mattina ad Agno con il volo delle 10 proveniente da Zurigo. Ad attenderlo, un gruppo di amici e il suo legale in Ticino, Silvia Torricelli. È stato rilasciato mercoledì scorso, dopo che la Procura federale ha ritirato integralmente le accuse nei suoi confronti, non essendo riuscita a sostanziarle.Nonostante i due mesi e mezzo trascorsi in un carcere di Brooklin in condizioni che lui stesso ha definito allucinanti, Frigerio è apparso fisicamente e psicologicamente in forma.Ascolta l’intervista in cui Frigerio racconta come gli Stati Uniti lo hanno trattato.

“Vi racconto il mio incubo”

“Adesso sogno una bella luganiga alla griglia!”. Esprime questo desiderio culinario mentre cammina sotto il portico dell’aeroporto di Agno per andare a riabbracciare la moglie Nella, che lo ha atteso nel negozio dove lavora.Per due mesi e mezzo, in quella che l’Occidente si ostina a considerare il faro della democrazia mondiale, la patria dei diritti umani, è stato trattato come un criminale. Anzi, come una bestia.Sbattuto in galera sulla base di un atto d’accusa segreto firmato vent’anni fa dall’allora procuratore generale di New York Rudolph Giuliani. Un rinvio a giudizio che si è rivelato inconsistente, zeppo di accuse che la Procura federale americana non è stata in grado di provare.“Ho passato questi due mesi e mezzo in una cella comune con 120 detenuti, la maggior parte dei quali dominicani, senza una finestra, senza mai poter vedere il cielo, con la luce accesa 24 ore su 24 – racconta Chico Frigerio -. E in quella prigione c’era gente dimenticata da cinque anni!”Le uniche volte che Frigerio è uscito da quella cella di Brooklin, da quella cella da incubo, è stato in occasione delle udienze alla Corte di Manhattan.“Venivo trasferito con i polsi e le caviglie incatenate. Come un assassino seriale. La notte del mio arresto l’ho trascorsa dormendo sul pavimento di una cella, con l’aria condizionata al massimo. Per fortuna mi hanno dato almeno una coperta. Dopo qualche giorno ho chiesto di essere visitato da un medico. Sto ancora aspettando di vederlo”.E il rancio… “Allucinante – dice l’ex finanziere -. In Ticino nemmeno ai maiali danno roba tanto schifosa. Nemmeno in Brasile, dove circa vent’anni fa ho fatto otto mesi di carcere, sono stato trattato così.”.Alla fine, mercoledì scorso, verso le cinque e mezza del pomeriggio, le guardie carcerarie gli hanno detto “Frigerio go home”. L’hanno messo alla porta della Corte federale di Manhattan, vestito con i panni dei detenuti: una maglietta bianca e pantaloni di una tuta da ginnastica.Intirizzito e spaesato, Frigerio ha fermato una passante e con le lacrime agli occhi le ha chiesto due dollari per telefonare al suo avvocato, Peter Ginsberg. È lui che gli ha comprato un paio di jeans e una giacca a vento, gli abiti con cui stamane è giunto all’aeroporto di Agno.

Silvia Torricelli: “Ora va risarcito”

E ora che succede? “Visto che il procuratore federale ha integralmente ritirato le accuse nei confronti di Frigerio – dice Silvia Torricelli, legale che ha curato la difesa in Ticino -, i legali chiederanno un risarcimento agli Stati Uniti. Il ritiro delle accuse corrisponde a una sorta di non luogo a procedere secondo il diritto americano. Frigerio ha quindi diritto a un risarcimento per le spese sostenute per la sua difesa e per quelle affrontate da sua moglie per poterlo visitare a New York (sono stati tre viaggi). Inoltre verrà ovviamente chiesto un risarcimento per il torto morale subito a seguito di queste accuse infondate”.

Emmebi

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