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Ticino
"Ora rinegoziamo l'accordo sui frontalieri"
Redazione
12 anni fa
Giovanni Merlini chiede al Consiglio federale di disdire l'accordo, alla luce della nuova imposizione fiscale dei frontalieri

Il consigliere nazionale Giovanni Merlini (PLR) ha interrogato lunedì 1. dicembre il Consiglio federale in merito al tema dell'Accordo con l'Italia sui frontalieri.

Di seguito il testo dell'interrogazione:

"Il 28 novembre 2014 il Consiglio federale ha licenziato la revisione dell’imposizione alla fonte dei redditi da attività lavorativa. I frontalieri che conseguono min. il 90% del loro reddito in Svizzera saranno considerati « quasi residenti » e potranno ottenere l’imposizione ordinaria e le relative deduzioni fiscali. Il Consiglio di Stato ticinese stima maggiori oneri per circa 1'250'000 CHF all’anno e sensibili perdite di gettito. L’accordo con l’Italia sui frontalieri e i relativi ristorni d’imposta sono ancora compatibili con questa riforma?"

"Ritenuto che i frontalieri "quasi residenti" dovranno essere imposti come i residenti e che ai fini dell'imposta comunale dovrà essere applicato il moltiplicatore del Comune in cui svolgono la loro attività lucrativa, l’imposizione alla fonte per la stragrande maggioranza di loro diventerà semplicemente una modalità di garanzia di percezione dell'imposta per l'ente pubblico" sostiene Merlini. "Ciò renderà ancora più anacronistico l'Accordo con l'Italia sui frontalieri e sostanzialmente incompatibile con la revisione della legge appena licenziata dal Consiglio federale."

"Si rivela quindi ancora più giustificata la disdetta di tale Accordo e la sua integrale rinegoziazione" conclude Merlini.

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