
“Con questa luce verde da parte del Consiglio di Stato noi possiamo andare avanti e riaprire la piscina di Carona. Chiaramente non subito, dovremo ristrutturarla, fare i lavori. Dureranno due anni, si parla anche fino a tre anni, ma il messaggio positivo è che c’è l’intenzione di aprirla in una nuova veste, secondo noi più bella”. È chiaramente soddisfatto il vicesindaco di Lugano Roberto Badaracco, di fronte alla decisione del Consiglio di Stato di respingere i tre ricorsi alla variante di piano regolatore che permetterà di creare un glamping TCS a Carona nel parco della piscina. Ma, soprattutto, di ristrutturare la struttura che da quest’anno è chiusa.
“Abbiamo perso un anno e mezzo”
Badaracco non nasconde che i ricorsi abbiano fatto perdere del tempo. “Abbiamo perso un anno e mezzo sul progetto in attesa della decisione”, ci dice. Ricorsi e sollevazione popolare di fronte a un progetto che vede il coinvolgimento di pubblico e privato in una struttura che è nel cuore di tutta la regione. Tanto che il comitato in difesa della piscina e del parco ha raccolto oltre settemila firme a sostegno della struttura. Roberto Badaracco però, convinto che il progetto sia di interesse pubblico, spera che i ricorrenti non proseguano la loro lotta. “Quest’opera va a beneficio di tutta la collettività. Di tutto il Luganese e non solo di Carona. Rilancia dal profilo turistico-ricreativo, ma soprattutto si inserisce ottimamente nel comparto a livello paesaggistico, ambientale e non solo”, spiega.

