
L’ingegnere Dario Kessel è un fiume in piena: “Questa settimana parte un precetto esecutivo da 4 milioni e rotti”. Gli strali del 73enne imprenditore si sono abbattuti sul Municipio di Agno reo, a suo avviso, di rallentare il suo progetto che prevede la realizzazione dell’Hotel Sunshine, un immobile da 13 milioni di franchi che comprende un albergo da 36 camere, uffici e un autosilo interrato.
“Dopo aver esaudito tutte le richieste di complementi alla domanda, il Cantone manda l'ok al Comune di Agno che da novembre 2018 non ha mai informato il sottoscritto e nemmeno ha detto cosa capita al mio permesso di costruzione - ha scritto Kessel in una mail inviata in redazione - Ora la misura è colma ed in settimana parte un precetto esecutivo di 4,2 milioni (per la precisione 4'257’310) al Municipio di Agno per il declassamento del mio terreno”.
Il progetto e i ricorsi
La richiesta di indennizzo non è che l’ultimo atto di una lunga e intricata vicenda fatta di scartoffie e ricorsi. Tutto ha inizio nell’ottobre 2016 quando Kessel presenta una domanda di costruzione per il suo albergo. Lugano si oppone e il 73enne ingegnere fa ridisegnare il suo progetto fuori dal sedime dell’aeroporto. Con questa modifica l’opposizione di Lugano viene rigettata. È il 15 novembre 2017, il giorno in cui la zona di pianificazione istituita nel 2010 sulle sue particelle (che ha pure bloccato l’ampliamento del vicino centro commerciale Migros, ndr) era scaduta ed era tornato in vigore il regolamento edilizio precedente. Il giorno dopo l'ingegnere presenta la domanda di costruzione per l’Hotel Sunshine “in rispetto del vecchio piano regolatore e della bozza di quello nuovo”.
“Nel frattempo ho inoltrato ricorso contro gli hangar della Città. Non vedo perché per quelli si possa usare via Aeroporto e per il mio hotel no”, ha spiegato Kessel a Ticinonews. Nell’estate del 2018 il TF accoglie parzialmente il ricorso rinviando gli atti al Tribunale amministrativo federale (TAF) per nuova decisione, ovvero per analizzare se sia davvero necessaria la costruzione dei nuovi hangar. Uno a uno e palla al centro.
Tornando al Sunshine, "l’Ufficio domande di costruzione di Bellinzona ci ha imposto supplementi di progettazione - come ad esempio il controllo dell’amianto - per un valore di circa 40'000 franchi. Due mesi or sono abbiamo consegnato a Bellinzona gli ultimi supplementi e ricevuto preavviso favorevole”.
Tutto risolto? Non proprio in quanto il Municipio sta lavorando al nuovo piano regolatore. Per Kessel si tratta di un rallentamento inaccettabile. “Il privato vuole fare e viene bloccato dal pubblico. Poco importa cosa vogliono fare con il nuovo piano regolatore, mi interessa invece ottenere nei termini canonici la licenza di costruzione che penso di meritare dopo un anno di tribolazioni e di immense spese”.
La replica del Municipio
“Prima di tutto va ricordato che è in atto una pianificazione per tutto il comparto e che vi sono delle opposizioni in ballo (tra cui anche una del Municipio di Lugano e una della LASA, ndr) - ha replicato il sindaco di Agno Thierry Morotti, da noi contattato - Prima di entrare nel merito il Municipio deve prendersi il tempo necessario per valutare la domanda di costruzione. Il preavviso cantonale è arrivato a metà novembre e in 15 giorni non si può certo risolvere tutto”.
Le bordate contro Lugano
Tutta questa vicenda, però, non si limita a uno - chiamiamolo così - scambio epistolare tra Kessel e Agno. Dopo i due ricorsi al TF le bordate dell'ingegnere colpiscono anche le rive del Ceresio: “Lugano deve rifare il Piano settoriale dell'infrastruttura aeronautica (PSIA, che definisce per ciascun aerodromo l'obiettivo, l'area occupata, i principi di utilizzo, l'accessibilità e le condizioni quadro d'esercizio) e pensa bene di inserirvi i miei terreni, che la Città vorrebbe acquistare così come quelli di Silvio Tarchini”. L’obiettivo, a dire dell’ingegnere, è quello di “appropriarsene con un esproprio che consentirebbe di acquisire i miei terreni a un prezzo inferiore a quello che ho sempre chiesto”. Ovvero 7 milioni di franchi (pari al valore fiscale ufficiale) sotto il quale Kessel non è disposto a scendere. “Datemi 7 milioni e me ne vado”, promette.
Come ricorderete, i due imprenditori ticinesi vorrebbero costruire sui loro terreni un nuovo terminal di tre piani con autosilo sotterraneo da 150 posti, degli hangar per la manutenzione degli aerei, una nuova torre di controllo, un albergo con una trentina di stanze e una navetta che colleghi l’area di Agno a quella di Bioggio, a nord della pista, dove è prevista la realizzazione di un centro di competenze aeronautiche. Questo progetto di rilancio da circa 20 milioni di franchi include anche gli spazi ex Laura Star, di proprietà dello stesso Tarchini.
"Non tiriamo nulla per le lunghe"
La trattativa per i sedimi che interessano alla Città potrebbe entrare nel vivo già nei prossimi giorni: “Noi ci siamo accordati con Kessel e abbiamo ribadito il nostro interesse ad acquistare suoi terreni - ha spiegato il sindaco Marco Borradori - Per fissare un prezzo ci siamo rivolti di comune accordo a un perito il cui rapporto è atteso entro le prossime settimane. Noi ci siamo messi in mente un prezzo, lui un altro. In base alle conclusioni peritali prenderemo una decisione. Ovviamente io difenderò gli interessi della Citta e della LASA e Kessel i suoi”.
Il sindaco ribadisce inoltre come i rapporti tra le parti siano buoni e che da parte del Municipio non vi è alcuna intenzione di dilatare i tempi: “Non tiriamo nulla per le lunghe: sarebbe un peccato far cadere questa unità di intenti, che teniamo a rispettare”. L’opposizione presentata contro il progetto del Sunshine, ha spiegato, è stata presentata “in quanto bisogna verificare la conciliabilità con il progetto di rilancio della Città”. La sensazione è che in caso di accordo sulla compravendita dei terreni la situazione possa infine sbloccarsi.
Per quanto riguarda il progetto di rilancio presentato a fine aprile da Kessel e Tarchini, Borradori ha confermato che allo stato attuale, dopo un incontro di qualche mese fa, esso si trova in stand-by in attesa di affrontare il tema dell’acquisto dei terreni e che l’intenzione non è quella di gettarsi su progetti faraonici. “Dobbiamo decidere che tipo di terminal vogliamo. I nostri hangar, attualmente bloccati dal ricorso pendente al TAF, hanno comunque la precedenza”.
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