
Si è aperto oggi alle Assise criminali di Lugano il processo per un ingente traffico di cocaina dall'Italia. Alla sbarra ci sono sei imputati - cinque stranieri e uno svizzero - protagonisti dell'operazione denominata "Rio". È colposo l'atto d'accusa firmato dal procuratore pubblico Andrea Pagani che chiama alla sbarra i sei imputati. Tra le accuse di cui gli imputati devono rispondere c'è soprattutto quella di infrazione aggravata alla Legge federale sugli stupefacenti per la detenzione e lo spaccio dei 6 chilogrammi di cocaina. La vicenda coinvolge quattro cittadini albanesi, un italiano e uno svizzero. Ed è proprio all'arresto di quest'ultimo nell'agosto del 2008 che gli inquirenti smantellano la banda degli albanesi, poi arrestati nel settembre dello stesso anno. In mattinata il giudice Mauro Ermani ha iniziato a ricostruire la dinamica dei fatti. Lavoratori in nero, alcuni senza permesso di domicilio, gli albanesi avevano cominciato a trafficare la cocaina nel Luganese, fino a quando il cittadino svizzero - un 23enne di Manno - decide di rubare agli albanesi circa un chilo di cocaina. Due dei sei imputati - due fratelli albanesi di 21 e 23 anni - devono inoltre rispondere della rissa del primo maggio al carcere della Stampa.
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