
Un’operazione di polizia si è svolta stamattina all'azienda Tri-Star di Bioggio, prossima ad abbassare la serranda a causa di una delocalizzazione in Messico decisa dalla casa madre americana Carlisle Interconnect Technologies. Lo ha anticipato la Rsi.
Cosa è successo
Alle origini di questo intervento dell'Ispettorato del lavoro e della polizia c'è l'arrivo, in questi giorni, di circa una ventina di cittadini messicani giunti in loco per imparare il lavoro. "In vista della delocalizzazione, queste persone sono state mandate in Ticino per apprendere, nel giro di nove mesi, come funzionano i macchinari", spiega a Ticinonews Vincenzo Cicero, segretario di Unia Sottoceneri. "Si tratta di un periodo di tempo chiaramente insufficiente. Venuti a conoscenza di questa situazione, abbiamo fatto una segnalazione alla Commissione per cittadini di Stati terzi, che a sua volta ha fatto delle verifiche, dalle quali è emerso qualcosa di irregolare". Da quanto ha potuto constatare Cicero "questi cittadini messicani si sono presentati con dei permessi che consentono di seguire unicamente una formazione teorica, non pratica. Non possono quindi utilizzare le macchine". Terminati i controlli, protrattisi fino a poco dopo le 10, gli operai provenienti dal centro America sono stati portati tutti a Noranco.
La delocalizzazione
Alla base della scelta di delocalizzare c’è la volontà di abbassare i costi per poter continuare ad essere competitivi sul mercato (l‘azienda produce piccoli contatti elettrici). La misura porterà oltre 70 dipendenti, di cui la maggior parte residente in Italia, a perdere il lavoro.

