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Ticino
Ondata di solidarietà per la madre di Cheyenne
Redazione
11 anni fa
Centinaia di madri ticinesi hanno sottoscritto un'iniziativa per sostenere la donna. "Poteva succedere a tutte noi"

È tuttora indagata per negligenza la madre di Cheyenne, la bambina di 6 anni morta di caldo in auto nel parcheggio del campeggio TCS di Muzzano, lo scorso 21 luglio.

Ma intanto diverse madri ticinesi, già un centinaio, hanno deciso di farle sentire la propria solidarietà, lanciando un'iniziativa chiamata "Poteva succedere a tutte noi".

"Insieme a te piangiamo la morte della tua bambina. Insieme a te sappiamo che poteva accadere a tutte noi. Ti siamo vicine, siamo tutte mamme e ti abbracciamo unendoci alla tua tristezza" si legge nel testo indirizzato alla madre di Cheyenne.

"Molte persone, soprattutto madri, si sentono molto vicine alla madre di Cheyenne e vogliono farglielo sapere" ha spiegato all'edizione svizzero tedesca di 20 Minuten Solange Pedrini, la prima firmataria della lettera.

"Purtroppo è inevitabile che in futuro potranno accadere altre tragedie simili" ha aggiunto Pedrini. "Ma quando accade è essenziale che le persone coinvolte non siano lasciate sole."

"Quando avviene una tragedia, tutti devono chiedersi cosa avrebbero potuto fare per evitarla" ha spiegato ancora Pedrini. "Ma in questo caso bisogna andare più in profondità, perché è la superficialità che ci fa condannare qualcuno."

"I genitori sanno che non è possibile controllare sempre i propri figli e che bisogna quindi ritenersi fortunati quando in questi momenti non succede nulla" ha concluso la donna. "La madre di Cheyenne, invece, ha avuto sfortuna."

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