
Non luogo a procedere della Magistratura ticinese per i due ticinesi arrestati e condannati in Marocco per il reato di pedofilia. L’accusa, scrive la Regione, è stata così definitivamente archiviata il 22 gennaio, ad un anno dai fatti, dal procuratore pubblico Nicola Respini. Dalla documentazione delle autorità marocchine, la procura ticinese ha potuto confermare la versione dei due uomini, un secondino del Sopraceneri e un maestro di scuola elementare. La vicenda ruota attorno a un giovane marocchino, che sarebbe stato al centro delle attenzioni sessuali di almeno uno dei ticinesi. Il giovane però aveva 17 anni ed era consenziente. Da qui per la procura ticinese il non luogo a procedere. Infatti secondo la legislazione elvetica il reato di atti sessuali con fanciulli scatta se il minore ha meno di 16 anni, anche se il reato viene commesso all’estero. La vicenda, lo ricordiamo, risale ad inizio gennaio del 2009 quando i due ticinesi con un italiano si recano in vacanza ad Agadir, in Marocco. Il secondino sarebbe stato il proprietario della casa di vacanza nella località marocchina. Sembrerebbe che la casa fosse sotto stretta osservazione della buoncostume locale, che ha poi fatto irruzione arrestando i tre uomini, pare, in flagranza di reato. Da qui la prigione e la condanna in Marocco.
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