
Chi è Daniel Binzoni? Una persona “capace di disprezzare la vita altrui e di distruggerla”, come sostiene il procuratore pubblico Andrea Pagani. Oppure un giovane - all’epoca dei fatti 24enne - che ha la sera del 22 agosto del 2009 ha reagito alle molestie sessuali di un 81enne, come vorrebbe invece l’avvocato difensore Yasar Ravi. Tesi a confronto oggi nella terza giornata di processo a carico del giovane di Claro in carcere preventivo dal 11 maggio 2010. Per il procuratore pubblico si è trattato di una vera e propria aggressione, riprovevole perché compiuta ai danni di un anziano ultra 80enne che non poteva resistere ai colpi inferti da un ragazzo esperto in arti marziali. Colpi precisi al volto al collo e al torace, l'ultimo dei quali sferrato con violenza a terra, responsabili dell'emorragia e quindi del decesso di Jacoma, avvenuto due ore più tardi all'ospedale San Givovanni di Bellinzona. “Una vigliaccata peggio dell'omicidio Tamagni”, ha detto Pagani che ha chiesto una pena detentiva di 10 anni e la conferma integrale dell'atto di accusa. Pagani ha riconosciuto una scemata responsabilità di grado lieve, come diagnosticato da una perizia psichiatrica, così come l'attenuante della provocazione con cui la vittima avvicinò Binzoni nell'area di sosta. Nulla di tutto ciò secondo l’avvocato difensore Yasar Ravi: Binzoni nell'area di sosta si è fermato unicamente per espletare i suoi bisogni fisiologici. Jasar Ravi ha quindi chiesto alla corte presieduta dal giudice Marco Villa di liberarsi dall'idea di un Binzoni in assetto spedizione punitiva, di un Binzoni omofobo. E tuttavia il difficile rapporto di Binzoni con la sua omosessualità latente – comprovata dalla perizia psichiatrica - deve aver giocato un ruolo decisivo nello scatto d’ira. Ma anche qui le versioni discordano. Secondo la difesa, Binzoni non ha preso a calci la sua vittima una volta caduta a terra. Secondo Ravi non si è trattato di omicidio intenzionale, ma di eccesso di legittima difesa. Pertanto la pena deve essere ridimensionata a tre anni sospesi con la condizionale. La sentenza è attesa per lunedì.
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