
Il volto dell’assassino di Matteo Diebold è ancora sconosciuto. Nessuno ha né visto né sentito niente durante la notte tra giovedì e venerdì. Gli inquirenti stanno seguendo una pista precisa, quella del delitto passionale. Una pista a quanto pare più sicura delle altre, visto che la porta di casa della vittima non è stata manomessa la sera dell’omicidio. Secondo quanto riportato da “Il Caffè”, Diebold si sarebbe difeso prima di venire ucciso con due colpi all’addome e alla schiena. I tentativi di difesa sono infatti visibili dai tagli profondi sulle mani della vittima. Come riportato nei giorni scorsi, è stato interrogato il compagno della vittima, un 40enne di Vacallo, al quale è stato imposto l’obbligo di non lasciare il Paese. Interrogati in questi giorni anche altri due conoscenti di Diebold, in particolare un 50enne del luganese che, secondo la RSI, la sera dell’omicidio sarebbe stato visto con la vittima.
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