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Ticino
Oltre cento adesioni alla manifestazione dell'8 aprile
Oltre cento adesioni alla manifestazione dell'8 aprile
Oltre cento adesioni alla manifestazione dell'8 aprile
Redazione
9 anni fa
Pronzini, Ducry, Marazzi e altri invitano a scendere in piazza a Bellinzona "per un Ticino democratico e civile"

Sono già più di cento le persone che hanno firmato l'appello "per un Ticino democratico e civile", lanciato un paio di giorni fa da diverse personalità ticinesi in vista della manifestazione prevista sabato 8 aprile alle 14.30 a Bellinzona.

Tra queste persone, si contano in particolare Tommaso Soldini, Christian Marazzi, Jacques Ducry, Luca Buzzi, Paola Casagrande, Lara Robbiani Tognina, Matteo Pronzini, Giuseppe Dunghi, Adriano Frigerio, René Leu, Claudia Leu, Giuseppe Sergi, Angelica Lepori, Alessia Di Dio, Alessandro CavalluzzoSiro Petruzzella.

Gli organizzatori della manifestazione di Bellinzona spiegano in un comunicato odierno che "in questi ultimi tempi, e soprattutto nelle ultime settimane, il Ticino sta vivendo dibattiti e prese di posizione che sembrano voler riportare indietro la sua cultura politica di parecchi decenni."

"Buona parte della classe politica si limita ormai a denunciare pubblicamente i supposti pericoli di ordine pubblico, sociale, culturale ed economico che proverrebbero da chi non possiede un passaporto svizzero" proseguono gli organizzatori. "La popolazione straniera residente (magari da più generazioni), i lavoratori e le lavoratrici frontalieri, i richiedenti asilo: tutte queste persone sono considerate capri espiatori di una crisi sociale che interessa le condizioni di vita e di lavoro di tutti coloro che vivono sul territorio del nostro cantone, qualsiasi sia il loro statuto o la loro nazionalità. La continua sovrapposizione tra questioni relative alla sicurezza e la politica dell’immigrazione sta avvelenando il clima politico e sociale, la convivenza civile, le norme più elementari di rispetto per i diritti di ognuno."

"Anche quando i problemi e le difficoltà sono chiaramente legati a questioni di ordine sociale (sfruttamento senza regole di manodopera, concorrenza esasperata, mancanza di regole e di controlli del mercato del lavoro, etc.), subito diversi politici si affrettano a puntare l'indice contro la migrazione, la mancata integrazione, generici pericoli legati a trame mafiose o terroristiche" scrivono ancora gli organizzatori della manifestazione di Bellinzona. "La politica migratoria condotta in Ticino negli ultimi anni non solo ha avuto un carattere spesso discriminatorio (sono ormai numerosi i casi, ad esempio, di decisioni relative a permessi di soggiorno prese nel totale disprezzo dei più elementari criteri umanitari); ma è stata anche in molti casi caratterizzata da orientamenti razzistici, come testimoniano, ad esempio, le più recenti uscite del ministro Norman Gobbi. A tutto questo si è aggiunta una dimensione di discriminazione sociale, come confermano i recenti dati che dimostrano una preminenza di stranieri facoltosi nella politica di rilascio dei permessi."

"Il nostro Cantone, per poter risolvere i molti e seri problemi sociali con i quali è confrontato, ha bisogno di più democrazia, più tolleranza, più diritti per tutti e per tutte, più solidarietà politica e più giustizia sociale" concludono gli organizzatori, che invitano quindi tutti e tutte ad aderire a questo appello e a manifestare per un Ticino aperto, sociale e solidale.

Per aderire all'appello scrivere a: [email protected]

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