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Ticino
Oltre 60 profughi accolti a Vacallo
Una veduta del “negozio”
Una veduta del “negozio”
Thomas Schürch
4 anni fa
La solidarietà ha coinvolto molti cittadini del posto, che stanno aiutando ad arredare gli appartamenti messi a disposizione degli ucraini fuggiti dalla guerra. Il sindaco Rizza: “La popolazione ha risposto benissimo”

Sono in molti i privati e i comuni che stanno aiutando gli ucraini in fuga dalla guerra. Come a Vacallo, dove alcuni proprietari hanno messo a disposizione appartamenti che tantissimi volontari stanno aiutando ad arredare. In uno di questi ha trovato alloggio Irina. “L’accoglienza che abbiamo ricevuto qui non la potevamo nemmeno immaginare”, racconta ai microfoni di Ticinonews. “Tutti ci aiutano, ogni giorno vengono a chiederci come stiamo e se abbiamo bisogno di qualcosa”. I ringraziamenti e la gratitudine di Irina non vengono espressi solamente a parole...“Sono di professione insegnante di italiano, quindi ho subito pensato di dare una mano. Ora sto facendo volontariato per insegnare. Ieri sono partiti i corsi: abbiamo 35 allievi”. Delle oltre 60 persone accolte a Vacallo, quasi tutte donne e bambini, nessuna parlava infatti italiano.

Il “negozio”
Irina è giunta in Ticino quasi per caso insieme alla madre, la sorella e i nipoti. Come altre undici famiglie ha trovato casa in uno stabile a Vacallo messo a disposizione gratuitamente dal proprietario. Da giorni decine di volontari si stanno dando da fare, come detto, per arredare i locali, trasportando mobili su e giù dalle scale. Volti dal sorriso generoso che hanno anche allestito quello che il sindaco Marco Rizza chiama “il negozio”. “Siamo riusciti ad ottenere lo spazio gratuitamente e abbiamo allestito questo negozio dove la popolazione ucraina può, dalle 9 alle 11, passare e valutare ciò di cui ha bisogno. Tutto questo grazie alla popolazione, che ha risposto benissimo”, spiega Rizza. “Col cantone sicuramente c’è un coordinamento grazie alla nostra cancelleria, che è costantemente in contatto. I volontari ci hanno agevolato nell’inserire le famiglie, e questo penso che abbia dato loro soprattutto una sensazione di stabilità. Da domani speriamo possano rendersi un po’ più indipendenti, magari sempre con un nostro contributo”. È importantissimo “che trovino una loro indipendenza, anche soltanto nella scelta dei generi alimentari. Il negozio lo terremo aperto finché ci lasceranno il locale. Diciamo che è diventato anche un punto di incontro”.

Le oltre 60 persone accolte a Vacallo hanno già ottenuto lo statuto S e domani saranno accompagnate a Giubiasco per ricevere gli assegni cantonali.

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