
Oltre 400 persone hanno partecipato questa sera al Capannone di Pregassona alla festa popolare organizzata dall’UDC Ticino contro i nuovi accordi con l’Unione europea, i cosiddetti Bilaterali III. Al centro della serata, il tema della sovranità svizzera, della democrazia diretta e delle conseguenze dell’adesione ai nuovi meccanismi previsti dagli accordi con Bruxelles.
Ad aprire gli interventi è stato il consigliere nazionale e presidente dell’UDC Ticino Piero Marchesi, che ha definito il pacchetto negoziato con l’UE «non un semplice aggiornamento tecnico dei rapporti bilaterali, ma un cambiamento profondo del nostro ordinamento». Secondo Marchesi, «in gioco vi sono i diritti popolari, il federalismo, la sovranità della Svizzera e la libertà dei cittadini di decidere sulle questioni fondamentali del Paese».
L’intervento di Martullo-Blocher
Molto critico anche l’intervento della consigliera nazionale e imprenditrice Magdalena Martullo-Blocher, che ha sostenuto come gli accordi limiterebbero fortemente l’autonomia decisionale della Confederazione. «Non possiamo più decidere autonomamente. Le regolamentazioni dell’UE prevalgono sul diritto svizzero, si applicano immediatamente e valgono per tutti», ha affermato. E ancora: «Nella stragrande maggioranza dei casi non potremmo più decidere alle urne».
Martullo-Blocher ha inoltre parlato di un impatto diretto sulla vita quotidiana dei cittadini e delle imprese: «Il trattato di 2’200 pagine comporta, in un colpo solo, oltre 20’000 pagine di regolamentazioni UE nei settori dei trasporti, dell’agricoltura e dei prodotti alimentari, dell’elettricità e della sanità». Secondo la consigliera nazionale, «tutti noi paghiamo di più e riceviamo di meno».
Pamini e la clausola di salvaguardia
Il consigliere nazionale Paolo Pamini si è invece soffermato sulla clausola di salvaguardia prevista dagli accordi, giudicandola inefficace. A suo avviso, la Svizzera non potrebbe decidere liberamente «quando e come intervenire sugli aspetti migratori», dovendo muoversi entro limiti definiti dall’UE e sotto la minaccia di eventuali sanzioni.
Chiesa: «Chi ama la Svizzera, la protegge»
Sul tema della crescita demografica e della libera circolazione è intervenuto anche il consigliere agli Stati Marco Chiesa, che ha collegato il dibattito agli effetti sul ceto medio e all’iniziativa “No a una Svizzera da 10 milioni”, sulla quale il popolo sarà chiamato a votare il 14 giugno. «La vera domanda è: vogliamo ancora una Svizzera dove si vive bene oppure una Svizzera sempre più affollata, costosa e sotto pressione?», ha dichiarato. «Chi ama la Svizzera, la protegge».
Quadri: «Il caos nel settore dell’asilo è evidente»
Anche il consigliere nazionale della Lega dei Ticinesi Lorenzo Quadri ha puntato il dito contro gli effetti dell’immigrazione incontrollata in Ticino. «Il caos nel settore dell’asilo è evidente, anche per ragioni geografiche: siamo la porta sud del Paese. E questo ha conseguenze dirette», ha detto, sottolineando la necessità di «difendere i residenti, i salari e il territorio».
Crescente mobilitazione in Ticino
Secondo gli organizzatori, il forte afflusso di pubblico dimostra una crescente mobilitazione anche in Ticino contro il pacchetto di accordi con Bruxelles. L’UDC Ticino ha annunciato che continuerà a informare la popolazione sui contenuti dei Bilaterali III e sui rischi che, a suo dire, comporterebbero per la Svizzera.

