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Locarnese
Oltre 10mila firme "per conservare le stazioni della Centovallina"
Redazione
2 anni fa
Le sottoscrizioni sono state consegnate oggi alla Cancelleria del Cantone per "dimostrare quanto l’utenza sia preoccupata per il radicale stravolgimento delle stazioni ferroviarie sulla tratta tra Locarno a Camedo in netto contrasto con il contesto paesaggistico e poco funzionali".

"Rivalutare le intenzioni di radicale stravolgimento delle stazioni in favore di una più lungimirante edilizia di conservazione, che valorizzi l’identità culturale e paesaggistica locale e sia funzionale alle esigenze pratiche di viaggiatrici e viaggiatori". È questo l'obiettivo della petizione -lanciata da Rocco Vitale e Simona Procacci- "Per altri 100 anni di Centovallina al servizio del pubblico", che in meno di un mese ha raccolto oltre 10mila firme. Sottoscrizioni consegnate oggi pomeriggio alla Cancelleria dello Stato a Bellinzona per dimostrare al Cantone "quanto l’utenza sia preoccupata per il radicale stravolgimento delle stazioni ferroviarie sulla tratta tra Locarno a Camedo", spiega Procacci nella nota stampa, sottolineando come "queste siano infatti sul punto di essere sostituite da strutture anonime in netto contrasto con il contesto paesaggistico e poco funzionali alle esigenze pratiche di viaggiatrici e viaggiatori".

La richiesta dei promotori

La rimozione delle barriere architettoniche da parte delle Ferrovie Autolinee Regionali Ticinesi (FART) "è un obiettivo lodevole“, afferma Vitale, "ma la nostra richiesta è che questa esigenza venga armonizzata con l’ottimizzazione infrastrutturale e la valorizzazione storico-paesaggistica delle strutture esistenti“.

"Una rottura netta con il contesto territoriale"

Le nuove pensiline, "già apparse a Camedo, Cavigliano e Verscio sono inadeguate, perché non proteggono da freddo, pioggia, vento e sole, e rappresentano una rottura netta con il contesto territoriale", spiegano i promotori. "In quanto azionista di maggioranza delle FART, il Cantone può esercitare pressione affinché le rivendicazioni dei firmatari vengano ascoltate", spiegano i promotori, ricordando alle autorità come "la ristrutturazione e la manutenzione delle stazioni esistenti si tradurrebbe un investimento di denaro pubblico (i lavori vengono finanziati dalla Confederazione) a maggior giovamento all’economia locale, tramite posti di lavoro a lungo termine, non contemplati nella rapida realizzazione di manufatti a bassa manutenzione".