
Nella giornata di ieri la Gioventù socialista svizzera ha deciso di non sostenere il referendum di Nenad Stojanovic. Ma per il politologo ticinese la giornata di ieri ha riservato pure un'altra sorpresa in negativo.
Come reso noto dallo stesso Stojanovic via Facebook, infatti, “nella mattinata di ieri la cancelleria municipale di Olten e la polizia cantonale di Soletta hanno cercato di impedire a Mélanie Gai e al sottoscritto di raccogliere firme per referendum-subito.ch sul suolo pubblico, a Olten, davanti agli uffici elettorali”.
I due sono stati in seguito interrogati per una quindicina di minuti. “È una violazione senza precedenti dei diritti politici garantiti dalla Costituzione. Du jamais vu! Per puro caso la giornalista Sarah Jäggi del settimanale "Die Zeit" era lì e ha scattato una foto. Une affaire à suivre...”
Le autorità hanno manifestato l’intenzione di denunciare Stojanovic e Gai per infrazione alla Legge cantonale sui diritti politici. “Ci hanno portato nel palazzo del Municipio (Stadthaus Olten), hanno chiesto i nostri documenti d'identità e alla fine hanno detto che faranno una "Anzeige" (denuncia). Al che ho risposto: "L'attendiamo volentieri, la vostra denuncia! Così portiamo l'affare davanti al Tribunale federale, se necessario. E se loro non faranno denuncia la faremo noi a loro, perché ci hanno fatto perdere 10-15 minuti, e quindi un bel po' di firme potenziali, e hanno violato i diritti politici dei cittadini”.
Ma il ticinese ha già annunciato battaglia: “Anche noi abbiamo detto che esamineremo con i nostri giuristi l'opportunità di denunciare loro (la città di Olten) per la violazione dei diritti politici e costituzionali dei cittadini, che fino alla prova contraria sono liberi di raccogliere firme per referendum sul suolo pubblico”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

