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Olocausto, cosa faremo quando i testimoni saranno morti?
Olocausto, cosa faremo quando i testimoni saranno morti?
Olocausto, cosa faremo quando i testimoni saranno morti?
Redazione
7 anni fa
Oggi è il giorno della memoria, molti sopravvissuti portano i loro racconti nelle scuole, ma che fare quando anche loro non ci saranno più?

Cos’è veramente stato l’Olocausto lo si è scoperto 75 anni fa, quando le truppe dell’Armata rossa entrarono nel campo di concentramento di Auschwitz. Ogni anno oggi, 27 gennaio, si ritorna su quell’evento per il Giorno della memoria. Di quei momenti abbiamo alcuni filmati, testimonianze scritte, ma sempre meno testimoni viventi. Lo scorso anno la senatrice italiana Liliana Segre, che fu deportata ad Auschwitz, incontrò i giovani a Lugano. Ma incontri come questi sono sempre più rari, per la morte dei protagonisti o perché non ce la fanno più. La stessa Segre, 89 anni, ha annunciato che interromperà gli incontri nelle scuole.

Come fare quindi a tramandare la memoria di fatti che vanno ricordati proprio perché non possano ripetersi? Teleticino lo ha chiesto a Daniele Bollini, docente di storia alle scuole medie Bellinzona 1. “Chiaramente per il futuro non potremo che affidarci a quello che la tecnologia ci permette”, racconta Bollini. “Registrazioni di testimonianze orali, immagini dei periodi in questione, ma evidentemente per l’incontro dal vivo con il testimone in prima persona, dovremo rassegnarci”.

Ma già oggi, che qualcuno è ancora in vita, le testimonianze di quei momenti sono cambiate rispetto a solo qualche anno fa, anche in questo caso per una questione anagrafica. “In questa fase abbiamo dei testimoni che hanno vissuto la Shoah da bambini. Questo permette anche di tematizzare un discorso sulla memoria. Con gli allievi credo che possa essere interessante discutere quale sia il punto di vista del bambino e quale sia il punto di vista dell’adulto che hanno vissuto degli eventi così drammatici”.

Guarda il servizio di Teleticino.

 

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