
“Oh no, ci hanno scoperti!” Con questo titolo il direttore del DECS Manuele Bertoli replica con un post su Facebook a Tiziano Galeazzi (UDC) che sulle colonne del Mattino della Domenica ha espresso preoccupazione per un “movimento ombra”, “pericoloso” e di “chiara matrice ideologica di sinistra” che starebbero organizzando i docenti.
“Ho l'impressione che da anni nel corpo dei docenti qualche cosa di grosso stia covando sotto la cenere” ha dichiarato l’esponenste UDC. “Sono anni che vi sono frizioni e la prossima, dopo la civica, sarà la 'scuola che verrà'. Non voglio fare di ogni erba un fascio, ma credo che nell’ombra si stia formando un movimento trasversale; un 'think tank' che si sta ribellando a un sistema scolastico, sociale, culturale e ovviamente alla direzione del DECS”. Per rallentare questo fenomeno “in progress”, Galeazzi propone quindi di togliere il DECS alla sinistra dopo le elezioni del 2019.
Pronta la risposta del ministro dell’educazione: “Leggo con simpatia e curiosità le poche righe scritte da un rappresentante UDC sul Mattino della domenica. Righe che parlano di un presunto complotto che i docenti starebbero mettendo in atto insieme al DECS. Stento un po' a capire di che complotto si tratti, quale dovrebbe essere il suo scopo e a quali obiettivi intenda puntare, ma si vede che sono divenuto parte di qualcosa più grande di me, di talmente machiavellico che io stesso non riesco nemmeno a capirlo” scrive con ironia Bertoli.
Il direttore del DECS assicura “l’allarmato esponente UDC" di non avere nessuna informazioni in merito e che se l’avesse “mi premurerei immediatamente di denunciare un così goffo e smaccato tentativo di sovvertire lo Stato”.
“Vorrei garantirgli” conclude Bertoli, “anche se ho il timore che ciò possa non bastare, che i docenti in larghissima parte svolgono al meglio il proprio lavoro, sono persone in gamba e non hanno nessuna intenzione di ribaltare lo Stato che, tra l'altro, è per la maggior parte di essi anche il loro datore di lavoro”.
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