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Ticino
“Oggi una settantina di casi, sono preoccupato”
Foto CdT/Gabriele Putzu
Foto CdT/Gabriele Putzu
Filippo Suessli
6 anni fa
Il consigliere di Stato Raffaele De Rosa ha anticipato i dati epidemiologici odierni e ha detto: “Un lockdown non può essere escluso”

I numeri della pandemia in Ticino continuano a peggiorare. A dirlo intervenendo a Matrioska su Teleticino è stato il direttore del Dipartimento della sanità e della socialità Raffaele De Rosa, che ha parlato di “crescita esponenziale dei contagi, con una crescita da alcuni casi fino a oltre cinquanta. Anche oggi abbiamo superato i 60 casi, siamo attorno a una settantina di casi. Il dato preciso verrà comunicato come di consueto domani mattina”, ha detto. I numeri di questi giorni hanno portato alle nuove misure introdotte dal Governo, ma anche a un potenziamento del servizio di tracciamento dei contagi del Cantone.

“Sono preoccupato”

Quando Marco Bazzi gli ha chiesto quanto è preccupato da uno a dieci, De Rosa ha risposto: “Sono certamente preoccupato. Su una scala è sempre difficile dare un valore, ma direi che senz’altro un buon sette, sette e mezzo, otto lo sono. Questi dati ci confermano che il virus è ancora presente, che il virus non si è indebolito. Questo ci deve indurre a mantenere alta la guardia”

Un secondo lockdown?

Ma quanto rischiamo un secondo confinamento, ha chiesto il giornalista a De Rosa. “Stiamo vivendo una situazione molto difficile, dove sarà molto importante e fondamentale trovare il giusto equilibrio tra la tutela della salute e tutelare la nostra economia. Poi vi è il tema della libertà. Sarà importante trovare il giusto equilibrio e il giusto cammino, equilibrando questi tre importantissimi fattori. Un lockdown si farà tutto il possibile per evitarlo, ma questo non può purtroppo essere escluso”, ha detto. Per evitarlo occorre che tutti si faccia il possibile, tra mascherine, distanze e igiene.

Mascherina, perché non prima?

Dell’obbligatorietà della mascherina si è parlato a lungo, ma il governo ha deciso solo recentemente, come mai? “È una domanda più che legittima”, ha risposto De Rosa, “avevo portato il tema in Consiglio di Stato già in precedenza, pensando in particolare all’arrivo di turisti dalla Svizzera interna che non hanno vissuto la situazione all’inizio che abbiamo visto noi e che hanno una diversa percezione del rischio e del pericolo. Il Consiglio di Stato ha ritenuto di attendere ancora un attimino, di seguire da vicino la situazione epidemiologica e di introdurla al momento in cui vi fosse una ripresa dei contagi. Ed è ciò che è stato effettivamente fatto, che si è puntualmente avverato”.

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