
Ieri il mondo ha scoperto che il vaccino di Pfizer e BioNTech è a buon punto, anzi ottimo. Le analisi preliminari dei dati della Fase 3 della sperimentazione mostrano un’efficacia superiore al 90%. Un annuncio che ha spinto le borse mondiali e ha suscitato molto entusiasmo. Ma cosa significa? Radio3i lo ha chiesto a un esperto, Filippo Riva, direttore generale di Humabs Biomed Sa, azienda ticinese che sta lavorando non su un vaccino ma su una terapia a base di anticorpi.
“Sicuramente i grandi sforzi fatti da molte aziende da inizio anno stanno iniziando a portare i primi frutti, questo è molto positivo”, spiega. Ma c’è un però: “Bisogna un po’ relativizzare, perché sappiamo che questo vaccino ha un’efficacia del 90% a 28 giorni dalla prima somministrazione, vengono date due somministrazioni. Bisogna capire qual è l’emivita della protezione che crea questo vaccino. Vuol dire, ci dà una protezione per 3 mesi, 6 mesi, un anno, dieci anni? Queste sono cose che non si sanno ancora, ma è un passo nella buona direzione. Questa prima generazione di vaccini, cominceremo ad avere qualcosa disponibile per il grande pubblico, considerando le quantità necessarie, nella seconda metà dell’anno prossimo”.
Il farmaco che sta sviluppando Humabs, a che punto è?
“Noi facciamo degli anticorpi, quindi si parla di terapia. Siamo anche noi in Fase 3 e ci aspettiamo di avere dei dati tra fine anno e gennaio. E, se tutto va bene, di poter iniziare a commercializzare i nostri anticorpi entro la fine di giugno”.
Qual è il vostro scopo?
“Noi come obiettivo abbiamo quello di andare a curare le persone a rischio quando cominciano ad avere i primi sintomi. Da un lato evitare l’ospedalizzazione se possibile e chiaramente evitare l’eventuale morte della persona”.
Tornando al vaccinio. Essendo stato sviluppato così in breve tempo, può essere davvero sicuro?
“Si è velocizzato tutto, soprattutto prendendo dei rischi molto grandi a livello finanziario. Non si è aspettato di avere la dimostrazione che qualcosa funzioni per fare il passo successivo, si è fatto tutto in parallelo. È in questo modo che si è velocizzato, perché si sono investite molte risorse. I vaccini Moderna e Pfizer sono una nuova tecnologia, non ci sono oggi altri vaccini approvati disponibili. Si fa tutto il possibile per essere sicuri di non far del male, perché il vaccino viene dato a delle persone sane per impedire che si ammalino. Quindi la prima cosa è che non puoi far male. Però è vero che la sicurezza al mille per mille oggigiorno non possiamo ancora averla”.
Vaccini e farmaci sembrano essere l’unica via per uscire da questa crisi sanitaria, ma quanto dovremo aspettare?
“Diciamo tra i sei e i nove mesi. Poi speriamo che l’estate un po’ ci aiuti e che comincino a esserci i primi vaccini, le prime terapie. Oggigiorno non si vede ancora una terapia miracolosa, questo è chiaro. Si vedono tante cose che possono aiutare ad andare nella buona direzione, ad aiutarci ad andare verso la vita post-pandemia, che sicuramente non sarà né come è adesso, ma neanche com’era prima”.
© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata

