
È previsto le 15 di oggi pomeriggio l'interrogatorio del 34enne Marco Piovella, il capo ultrà nerazzurro arrestato nell’ambito delle indagini sull'agguato che il 26 dicembre, prima di Inter-Napoli, ha causato la morte del 39enne tifoso Daniele Belardinelli (vedi articoli suggeriti). Lo riferiscono il Corriere della Sera e Sky Sport.
Sia Belardinelli che Piovella, ricordiamo, hanno legami con il Ticino: il 39enne era socio di una ditta di pavimentisti e piastrellisti con sede nel nostro Cantone mentre il 34enne, laureatosi al Politecnico di Milano, è il titolare di una ditta di "lighting design" (architettura della luce) con sede a Milano e nel Locarnese, più precisamente a Muralto.
Piovella, soprannominato "il Rosso" per il colore che fu dei capelli, è uno dei leader dei "Boys S.A.N.", ed è il responsabile delle coreografie da anni. Il 29 dicembre era stato in questura, dopo essere stato indicato dal ‘pentito’ Luca Da Ros come la persona che avrebbe ispirato l'agguato ai tifosi napoletani.
Davanti al gip dovrà rispondere di lesioni e rissa aggravata dal fatto che dagli scontri è scaturita la morte di Belardinelli. L’accusa nei confronti di Piovella è la stessa mossa al fondatore dei "Vikings", il 49enne Nino Ciccarelli, e che ha già condotto all'arresto di altri tre ultrà (Luca Da Ros "Boys" e Francesco Baj e Simone Tira degli "Irriducibili").
Proseguono intanto le indagini per rintracciare l’auto scura, forse un'Audi, che ha investito senza fermarsi il corpo del 39enne, già a terra. L’uomo, stando alla testimonianza resa da Piovella, sarebbe stato schiacciato "da un'auto scura che gli è passata sopra, a bassissima velocità, con le due ruote della parte destra del mezzo". Un altro indagato, Flavio Biraghi, ha invece affermato che "nel momento in cui era stata invasa la strada, un giovane, che era stato tra i primi ad entrare in azione, è stato investito da una autovettura di grossa cilindrata, una specie di Suv nero a velocità sostenuta".
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