
Ce ne siamo accorti tutti: oggi è stato toccato il picco di questa ondata di canicola. Gli ultimi giorni sono stati complicati per molte persone, alle prese con un caldo decisamente oltre la norma. Una situazione che ha portato tutti a cercare riparo all’ombra, e che si è fatta sentire anche ai pronto soccorso, come ha confermato a Ticinonews la dottoressa Roberta Petrino, primario di Medicina d'urgenza e pronto soccorso dell'Ospedale Regionale di Lugano. “Stiamo vivendo giorni intensi. Alcune persone vengono per colpi di calore o per malessere che si manifesta con svenimenti e cefalea”, spiega Petrino. Soltanto negli ultimi 4-5 giorni “abbiamo avuto una ventina di casi in tutto il cantone, che non sono pochi”.
“Non abbiamo visto casi particolarmente gravi”
Rispetto all’ultima ondata canicolare di luglio, questa volta l’allerta è di livello quattro. Ciò si è fatto sentire anche negli ospedali. “Abbiamo notato un aumento dei casi, anche se di particolarmente gravi non se ne sono visti. Non mi risulta che qualcuno sia finito in terapia intensiva”, prosegue Petrino. In ogni caso “la temperatura è più alta e più continuativa, in particolare perché durante la prima ondata abbiamo avuto momenti di annuvolamento del cielo e temporali serali che avevano mitigato un po’, specialmente di notte”.
Attenzione a giovani e lavoratori
Le problematiche legate al calore non colpiscono solo gli anziani, anzi. Anche i giovani non sono immuni al caldo, soprattutto quando le temperature sono così alte. “I colpi di calore sono molto più frequenti nei giovani, i quali a volte sottovalutano il pericolo, perché si sentono in forze, e vanno magari a camminare o a fare jogging nelle ore sbagliate”, avverte Petrino. Vi è poi la categoria dei lavoratori: “anche se sono stati cambiati in parte gli orari, le ore centrali le fanno ancora e quindi il rischio c’è”.
Altre possibili problematiche
I colpi di calore non sono inoltre l’unico motivo per cui una persona si trova a dover andate in pronto soccorso. Le temperature elevatissime portano dei rischi a cui magari non si pensa. “Abbiamo anche tanti pazienti che a causa del caldo hanno delle problematiche come traumi dovuti a cadute, o persone anziane che si disidratano e arrivano da noi con febbre o fastidi alle vie urinarie”. Minore idratazione e una temperatura un po’ più alta in casa “possono determinare dei problemi”.
Fondamentale idratarsi
Nei prossimi giorni le temperature scenderanno lentamente, fino a stabilizzarsi attorno alla norma stagionale. Nel frattempo, è bene ricordarsi di rimanere sempre idratati il più possibile. “È importantissimo. Il classico litro e mezzo che beviamo normalmente non basta, soprattutto se andiamo fuori: dobbiamo assumerne due”, conclude il primario.

