Cerca e trova immobili
Ticino
Oggi i frontalieri a Roma: "Non firmate l'accordo"
Oggi i frontalieri a Roma: "Non firmate l'accordo"
Oggi i frontalieri a Roma: "Non firmate l'accordo"
Redazione
9 anni fa
Anche il sindacato UNIA nella delegazione che incontrerà Gentiloni. "Deve sapere cosa accade in Svizzera"

Volge al termine il mese di giugno ma, al contrario di quanto annunciato dopo la rinuncia del Consiglio di Stato all'obbligo del casellario giudiziale per l'ottenimento dei permessi B e G (vedi articoli suggeriti), la sottoscrizione dell'accordo fiscale tra Svizzera e Italia sembra ancora lontana.

Intanto oggi qualcosa si muoverà, ma non nella direzione auspicata dal nostro Governo. A recarsi a Roma nella giornata odierna sarà infatti una delegazione di frontalieri, che esporrà le proprie riserve al presidente del Consiglio Paolo Gentiloni.

"Spiegheremo al premier la situazione dei frontalieri italiani in Ticino e il motivo per cui sarebbe sbagliato sottoscrivere l’accordo fiscale con la Svizzera" spiega il responsabile nazionale CGIL del settore frontalieri, Alessandro Tarpini, al Corriere di Como. "Abbiamo chiesto un incontro perché il governo deve sapere che cosa sta accadendo oltrefrontiera: diritti negati, riduzione di salari, ferie tagliate in maniera arbitraria. I casi non si contano più. Questo quadro politico di discriminazione va chiarito prima che l’Italia dia il via libera a un nuovo accordo fiscale."

Oltre a Tarpini sarà a Roma pure il responsabile frontalieri del sindacato UNIA Ticino e Moesa, Sergio Aureli. "L’accordo fiscale deve considerare le specificità dell’economia di confine" dichiara Aureli, sempre al Corriere di Como. "Se l’obiettivo è la lotta al dumping salariale i termini dell’intesa fissati dai negoziatori sono sbagliati. Intanto, c’è una questione ristorni che riguarda i Comuni; in secondo luogo, esiste un rischio concreto di alimentare il lavoro nero."

"Chi oggi guadagna fino a 30mila, non avrà alcun problema" afferma ancora il sindacalista di UNIA. "Chi ha in busta paga da 30 a 70mila franchi potrebbe compensare l’aumento delle tasse con le detrazioni. Ma oltre i 70mila l’aggravio sarà elevato, cosicché potrebbero nascere accordi su fittizie riduzioni di stipendi e pagamenti in nero. Un’assurdità."

© Ticinonews.ch - Riproduzione riservata