
C'era grande attesa per il dibattito organizzato ieri sera da Alfonso Tuor per la sua trasmissione "I Conti in tasca", che vedeva per la prima volta a confronto l'ex sindaco e l'ex capofinanze di Lugano, Giorgio Giudici ed Erasmo Pelli, con i loro successori, Marco Borradori e Michele Foletti, e con il consigliere comunale socialista Martino Rossi.
Tema del giorno, ovviamente, la crisi finanziaria della Città di Lugano.
Ci si attendeva un dibattito acceso, ma in realtà vi sono state solo alcune scintille in una serata tutto sommato piuttosto calma e pacata.
Giorgio Giudici si è difeso dall'accusa di aver fatto precipitare i conti della Città con investimenti esagerati. "Oggi, a posteriori, sono tutti grandi" ha affermato l'ex sindaco. "Noi abbiamo praticato la politica degli investimenti e ogni investimento è un costo. Strade, case per anziani, scuole... Tutto costa. Ma si tratta di investimenti di cui gode anche il Municipio attuale."
Giudici ha ammesso che nel 2011 la situazione è un po' sfuggita di mano. "È vero, ma chi poteva sapere come sarebbe andate a finire le cose? Non era possibile prevedere la grave crisi che avrebbe attanagliato Lugano."
Anche Erasmo Pelli ha ammesso che nel 2011 il Municipio ha sbagliato a ridurre il moltiplicatore d'imposta, addirittura in modo retroattivo. "Ci siamo lasciati ingolosire" ha dichiarato l'ex vicesindaco. "Ma ricordo che c'era qualcuno che voleva abbassare il moltiplicatore al 67,5%! Se l'avessimo lasciato al 75%, oggi non saremmo qui a discutere."
Quel qualcuno è evidentemente Giuliano Bignasca. Anche Giudici ha lasciato intendere che alcune spese di quel 2011 sono state decise al fine di salvaguardare gli equilibri politici col Nano. "Oggi Borradori può gestire un Municipio tranquillo, io a quei tempi avevo il Nano: personaggio straorinario ma..."
Giudici ha comunque ricordato che tutte le spese e tutti gli investimenti sono stati approvati dal Consiglio comunale, che oggi rappresenta il primo accusatore.
Dal canto suo, l'attuale sindaco di Lugano Marco Borradori non ha voluto usare toni polemici. Ha parlato molto poco, limitandosi a dire che "la situazione che abbiamo trovato era difficile. L'unica frecciata di Borradori riguarda la crisi delle banche: "È cominciata già nel 2007-2008, la verità è che il Municipio non ha voluto vederla. Negli ultimi 5 anni, prima del nostro arrivo, qualcosa non ha funzionato, è innegabile."
Altre punzecchiature sono poi giunte dal consigliere comunale socialista Martino Rossi, in particolare all'indirizzo di Giudici. Ma il dibattito non si è mai veramente acceso e la serata si è conclusa in un ambiente di relativa armonia. La crisi di Lugano, insomma, non è colpa di nessuno.
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