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Officine, la Bellinzona che verrà
Officine, la Bellinzona che verrà
Officine, la Bellinzona che verrà
Redazione
7 anni fa
Già settimana prossima previsto un incontro per impostare i lavori del futuro quartiere. Branda: "Vogliamo idee innovative"

Dopo la bocciatura di ieri dell’iniziativa ‘Giù le mani’, è ormai certo che le Officine di Bellinzona traslocheranno nel nuovo stabilimento che sorgerà a Castione. Cosa ne sarà invece del sedime dove si trovano attualmente? Stando al progetto di riqualifica sorgeranno abitazioni, negozi, spazi pubblici, scuole e un parco tecnologico in grado di attirare aziende e start up innovative. Le attuali strutture saranno dismesse, tutto sarà abbattuto. Tutto tranne la 'Cattedrale’, un grande edificio inserito nel catasto dei beni da tutelare che diventerà proprietà di Cantone e Città (vedi foto). Al suo interno il sindaco di Bellinzona Mario Branda immagina un centro culturale. Ma tutto è ancora da definire, compresa la suddivisione concreta del sedime tra ente pubblico e Ferrovie.

“Questo sarà oggetto delle prossime discussioni, sia con il Cantone che con le Ferrovie" spiega il sindaco ai microfoni di TeleTicino. "Alle FFS andranno 60mila metri quadrati, mentre alla Città e al Cantone ne andranno 45mila, a cui se ne aggiungono altri 15mila per gli spazi pubblici come strade, piazze, arredo urbano e quant'altro”. 

Già settimana prossima è previsto un primo incontro per impostare i lavori e definire i dettagli di un concorso internazionale, a cui seguirà una modifica del piano regolatore. “Il concorso sarà aperto ad architetti, urbanisti, ingegneri, geografi e sociologi - ha sottolineato Branda -. Cerchiamo dei team che possano proporre un'idea innovativa del nuovo quartiere di Bellinzona e fornire alla città una visione per i prossimi decenni. Si deve immaginare una realizzazione a tappe. La formazione di questo quartiere richiederà diversi anni, se non qualche decennio”.

Un comparto del nuovo quartiere sarà destinato alla ricerca di aziende e start up, il cosiddetto 'polo tecnologico', ma saranno realizzate anche scuole e cooperative intergenerazionali. Quanto alle Ferrovie, come sottoscritto dalla lettera d’intenti, sul sedime che resterà di loro proprietà nasceranno soprattutto residenze e spazi commerciali, che contribuiranno anche a finanziare il nuovo stabilimento di Castione.

“Il processo di pianificazione è istituzionalmente e legalmente di competenza della città - ha ribadito Branda -. Non ci saranno forme di prevaricazione che potrebbero danneggiare o pregiudicare uno sviluppo interessante di questo comparto. Avremo un nuovo quartiere e speriamo anche una città più bella”.

Maggiori dettagli nell'edizione odierna del TG di TeleTicino

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