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Officine: "I soldi erano stati stanziati per gli operai"
Officine: "I soldi erano stati stanziati per gli operai"
Officine: "I soldi erano stati stanziati per gli operai"
Redazione
7 anni fa
Il Municipio di Bellinzona: "i contributi pubblici non dovevano servire per sostenere la campagna 'Giù le mani'"

Il Municipio di Bellinzona ha risposto all’interpellanza dei consiglieri comunali Fabio Käppeli, Ivan Ambrosini, Lelia Guscio e Renato Züger che chiedeva lumi sulla provenienza dei fondi utilizzati per sostenere la campagna sull'iniziativa popolare per la creazione di un polo tecnologico-industriale nel settore del trasporto pubblico, in votazione il prossimo 19 maggio. Come noto l'Associazione Giù le mani dall'Officina ha deciso di stanziare per la campagna 120mila franchi provenienti dalle donazioni fatte al comitato di sciopero nel 2008.

Alle domande poste dagli interpellanti il Municipio ha affermato che nel 2008 i comuni che oggi compongono la nuova Città di Bellinzona hanno stanziato in totale 128'500 franchi. Nel dettaglio, Bellinzona ha stanziato 100mila franchi, Giubiasco 8'850, Claro 5mila, Monte Carasso 5mila, Gorduno 500, Sementina 3mila, Camorino 2'850, S. Antonio 150, Pianezzo 600, Moleno 500, Preonzo 2mila e Gnosca 500. A questi vanno aggiunti i 10mia franchi stanziati dalle AMB, per un totale di 138'500 franchi. Per quanto concerne lo stanziamento di fondi provenienti da altri comuni o enti, il Municipio ha dichiarato di non possedere i dettagli dei finanziamenti ma che il presidente dell'Associazione Giù le mani dall’Officina aveva affermato che, per sostenere l'agitazione e la lotta del comitato del 2008, erano stati raccolti 1,38 milioni di franchi.

L’Esecutivo bellinzonese ha inoltre sottolineato che nelle intenzioni di chi aveva versato dei contributi all'Associazione, il denaro doveva servire per sostenere la lotta degli operai, principalmente per garantire alle maestranze il salario anche durante lo sciopero, e secondariamente per finanziare le azioni organizzate in quel frangente. “Evidentemente e logicamente nessuno aveva versato dei contributi pensando che quel denaro venisse utilizzato 10 anni dopo per un altro scopo (campagna in votazione) e addirittura suscettibile di mettere a rischio i posti di lavoro” ha precisato il Municipio.

In merito alla spaccatura degli operai delle Officine sull’iniziativa in votazione il prossimo 19 maggio, il Municipio ha poi ribadito di avere preso atto che l'Assemblea degli operai delle Officine si è divisa in due sull'iniziativa, con una decisione a stretta maggioranza dei presenti (145 voti favorevoli, 137 contrari e 8 astenuti) a favore della messa in votazione popolare. Ricordando anche che la maggioranza degli operai (207 su 370) ha scritto una lettera al CEO di FFS Andreas Meyer indicando il proprio sostegno al progetto di nuovo stabilimento di Castione e, di conseguenza, di non sostenere l'iniziativa popolare.” Per questi motivi secondo il Municipio “È dunque presumibile che se la proposta di stanziamento di 120mila franchi a favore della campagna, anziché dall’Associazione, fosse stata votata dall'assemblea degli operai, l'esito non sarebbe stato scontato.”

In conclusione, l’Esecutivo di Bellinzona ha espresso la sua contrarietà all’iniziativa ‘Giù le mani’: “Riteniamo che l'iniziativa aveva certamente nel 2008 una valenza strategica e di pressione nei confronti delle FFS, risulta oggi superata dai fatti. Il progetto di realizzazione di un nuovo stabilimento industriale a Castione è l'unica vera soluzione per mantenere nel Bellinzonese e in Ticino le Officine delle FFS con una prospettiva occupazionale garantita per i prossimi decenni di almeno 200-230 posti di lavoro.”

“L'iniziativa - sottolinea il Municipio - si pone in contrasto rispettivamente in alternativa con il progetto portato avanti da Cantone e Città (e per quanto riguarda il nuovo stabilimento con le FFS) e mette seriamente a repentaglio questa opportunità occupazionale. Risulta infatti difficilmente immaginabile che il Cantone si faccia imprenditore industriale in un settore di cui non si è mai occupato, espropri se del caso le FFS e continui allo stesso tempo a beneficiare dei volumi di lavoro forniti da quest'ultima, assumendosi oltretutto il rischio gestionale, con le eventuali perdite di esercizio. A giudizio del Municipio una soluzione impraticabile tecnicamente e fragile giuridicamente.”

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