
Ieri mattina il personale delle Officine di Bellinzona ha dato mandato ai sindacati e ai propri rappresentanti di iniziare un dialogo con FFS sugli effettivi contenuti del nuovo stabilimento che sarà attivo a Castione dal 2026. A un anno dal voto non hanno ancora presentato un piano generale, chi e cosa passerà dal polo industriale non è ancora chiaro.
Partendo da questo documento il personale vuole creare un discorso costruttivo per salvaguardare il maggior numero di personale. “La prima cosa da chiedere è un piano industriale in cui si può leggere in modo chiaro le prospettive e le attività che verranno date alle Officine”, ha dichiarato ai microfoni di Teleticino Gianni Frizzo, presidente associazione “Giù le mani”. Secondo Frizzo per capire quale sarà realmente la volontà di avere un’industria all’altezza della situazione bisogna “partire dalle basi”. “Bisogna avere una visione su quali saranno le attività che verranno svolte all’interno della struttura”, prosegue. “È fondamentale avere le informazioni e dialogare, il rapporto si instaura così”.
La prospettiva auspicata dal personale è che venga aumentato, per le nuove Officine, il volume di lavoro per aziende terze, in particolare nel settore merci che oggi è il punto di forza dello stabilimento a Bellinzona. “L’equazione è semplice, più attività acquisisci e più occupazione avrai”.
Il servizio di Teleticino
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