
Il 7 il marzo del 2008 iniziava una storia di lotta per il lavoro, una vicenda che al grido di “giù le mani dalle officine” ha unito i ticinesi nella protesta per impedire che il risanamento dei bilanci delle FFS causasse oltre 100 licenziamenti solo nel nostro cantone. 30 giorni di sciopero che hanno infine fatto capitolare la direzione delle FFS: il 5 aprile il piano di ristrutturazione veniva ritirato. Ma oggi, a tre anni da quelle giornate, nuovi problemi tornano a preoccupare il comitato di sciopero dello stabilimento di Bellinzona. Due giorni fa infatti il direttore Sergio Pedrazzini si è dimesso, a causa di non chiare motivazioni personali. Il sospetto è che tali dimissioni siano causate soprattutto dai difficili rapporti con la direzione centrale. In particolare sotto accusa è finita la struttura organizzativa delle FFS, una struttura, a detta dei sindacati, decisamente troppo centralizzata, che leva autonomia e possibilità di manovra ai dirigenti dello stabilimento di Bellinzona.
Il comitato di sciopero ha quindi sollevato tutti i problemi in gioco in una missiva indirizzata al consiglio di stato, nella speranza che sia possibile presentarsi davanti alla direzione centrale con un piano condiviso.
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