
"Abbiamo strade, abbiamo accessi ferroviari. Abbiamo tutto quel che serve per poter insediare queste nuove Officine". Questo, in sostanza, l'appello lanciato dal sindaco di Personico Emilio Cristina alle FFS dai microfoni di TeleTicino. Ma non è il solo: i comuni di Bodio, Giornico e Personico, spiega l'emittente di Melide, non mollano e presentano ricorso contro la decisione delle FFS di trasferirle a Arbedo-Castione con uno scopo ben preciso. Per dire: "Ferrovie, questa volta, ascoltateci. Siamo convinti che il sedime della ex Monteforno sia più indicato ad ospitare un domani le nuove Officine, previste invece dalle FFS ad Arbedo-Castione, con il sacrificio di 80mila m2 di zona agricola pregiata".
"Secondo noi ci sono diversi punti che vanno analizzati in modo più approfondito, pensiamo solo alla compensazione di 80mila m2: in Svizzera vige l’obbligo della compensazione reale, a 1 metro va ridato 1 metro, vorremmo capire come sarà fatto", ha ribadito il sindaco di Bodio Stefano Imelli.
Di qui appunto il ricorso all’Ufficio federale dei trasporti. Un’opposizione che si aggiunge ad altre 4. Hanno detto no anche il comune di Biasca, l’Unione contadini, le associazioni ambientali e la commissione regionale dei trasporti, tutti con motivazioni differenti e tutti presenti alla conferenza stampa di stamattina. Un no corale e regionale a quella che viene definita una forzatura del sistema. "Domani mattina le Ferrovie possono andare alla ex Monteforno e installare le nuove Officine, collegamenti, energia elettrica, accessi per le maestranze ci sono, è pronto per essere utilizzato", ha spiegato Imelli. Gli fa eco il municipale di Biasca Omar Terraneo: "Abbiamo visto le sinergie che ci possono essere con le industrie che potrebbero trovare collocazione nel nostro territorio".
Problema: l’orologio ticchetta. E, come già dichiarato dal CEO di FFS Andreas Meyer, le Ferrovie non sono disposte ad attendere troppo. Esiste infatti il rischio che le FFS trasferiscano le Officine oltre Gottardo. "Noi non andiamo così in là, non pensiamo che la soluzione sia andar via dal Ticino - ha puntualizzato Cristina - Noi pensiamo che quel terreno possa essere valorizzato in altro modo. Qui invece è palese che può arrivare solo un’edificazione industriale del tipo delle Officine".
A oltre 20 anni dalla chiusura della storica acciaieria leventinese, il sedime tra Bodio e Giornico si presenta in effetti desolatamente silenzioso, con il solo eco delle industrie insediate più a sud. Martedì il tema delle Officine approderà in Gestione, dove sarà presente anche la Bassa Leventina.
Tutti i dettagli nel servizio di TeleTicino delle 18.45
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