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Officine a Castione: "L'unica opzione valida"
Officine a Castione: "L'unica opzione valida"
Officine a Castione: "L'unica opzione valida"
Redazione
8 anni fa
Le FFS precisano alcuni punti riguardo al nuovo stabilimento industriale: "Urgente iniziare con la pianificazione"

Negli scorsi mesi il progetto del nuovo stabilimento industriale FFS in Ticino è stato oggetto di numerosi articoli e interventi sui media. In uno scritto, le FFS desiderano fare chiarezza su alcuni punti, fornendo tutte le informazioni necessarie all’opinione pubblica.

Il nuovo stabilimento, precisano le FFS, andrà a sostituire le attuali Officine a partire dal 2026, anno della sua prevista messa in esercizio, così come previsto nella lettera d'intenti sottoscritta nel dicembre 2017 da Cantone, Città di Bellinzona e FFS. Uno stabile necessario per motivi tecnici basilari, ribadiscono le FFS.

"A partire dalla metà del 2019 sull’asse Nord-Sud circoleranno i nuovi treni GIRUNO, la cui manutenzione è prevista in Ticino. Nell’attuale stabilimento non è possibile adattare i processi alle nuove necessità della manutenzione". I nuovi treni Giruno misureranno infatti 202 m di lunghezza, precisa l'ex regia federale: "Le attuali Officine hanno un unico binario adatto a questa lunghezza (220m), che non è predisposto per la manutenzione leggera. Con l’entrata di un solo GIRUNO, tutta l’Officina rimarrebbe bloccata completamente, cosa assolutamente impensabile. A causa dell’alta frequenza per la manutenzione leggera dei modelli Flirt (convogli del traffico regionale) non sarebbe possibile combinare le attività di manutenzione pesante e leggera sul sedime attuale. La stazione di Bellinzona risulterebbe quindi, dal punto di vista della tecnica ferroviaria, parzialmente bloccata, ciò che pure non è accettabile per il buon funzionamento della rete ferroviaria".

L’investimento per il nuovo stabilimento e come verrà finanziato 

L’investimento previsto è di 360 milioni di franchi, di cui 294 milioni per il nuovo stabilimento, 29 milioni per i costi di smantellamento dei vecchi siti "Officina Bellinzona" e "Impianto di servizio" e 37 milioni per l'ammortamento straordinario dei fabbricati e macchinari dei due siti. 

180 milioni arriveranno dalle FFS, 120 milioni da Cantone e Città e 60 milioni dalla Confederazione. Quale controprestazione, le FFS cederà inoltre a Cantone e Città superfici per un totale di circa 45mila metri quadrati, compresive dell'edificio tutelato denominato “Cattedrale” e le superfici esterne di uso pubblico, quali ad esempio strade, piazze e percorsi pedonali, stimate in 10’000-15'000 m2, delle superfici destinate alle FFS.

La manutezione nel nuovo stabilimento industriale

"Nel nuovo stabilimento industriale" proseguono le FFS, "saranno manutenuti la flotta FLIRT (Traffico regionale) e la flotta per la lunga percorrenza GIRUNO e ETR 610. Per i treni FLIRT (49) e GIRUNO (29 per manutenzione pesante, 15 per manutenzione leggera) si effettuerà sia la manutenzione leggera sia la manutenzione pesante. Per gli ETR 610 (19) unicamente la manutenzione pesante".

Le "minacce" di Andreas Meyer

Le FFS si soffermano anche sulle parole di Andreas Meyer dello scorso 2 agosto, che erano state interpretate da una parte della politica come una minaccia: "Se discutiamo troppo a lungo a proposito di quale area utilizzare, a un certo punto le FFS dovranno valutare altre possibilità, se non possiamo trovarla in Ticino" aveva affermato il CEO.

"Considerate le tempistiche" rispondono le FFS, "della messa in servizio dei GIRUNO di cui sopra, risulta quanto mai urgente iniziare la pianificazione di questo nuovo comparto industriale e garantirne al contempo il finanziamento. Questa cosiddetta finestra di opportunità, alla quale si riferiva Andreas Meyer, va quindi presa seriamente in considerazione. Per le FFS è importante che tutto il processo democratico legato al finanziamento del nuovo stabilimento sia concluso entro giugno 2019. Da quel momento le attività di progettazione devono essere intensificate per arrivare all’obiettivo imperativo della messa in esercizio in gennaio del 2026".

Non ci sono soluzioni alternative ad Arbedo-Castione

Per quanto riguarda soluzioni alternative ad Arbedo-Castione, come per esempio Bodio o Lodrino, le FFS rispondono che non sono state contemplate: "Le FFS non hanno sondato alcun tipo di alternativa a Castione-Arbedo, sedime che, ad oggi, resta l’unica opzione concreta e valida".

Questa scelta è stata oggetto "di numerose verifiche da parte degli esperti FFS". In una prima fase, per il tramite di una verifica di fattibilità (esercizio, orario, sviluppo dei territori FFS futuri), sono state prese in esame 7 possibili “nuova località”. A seguito di tale verifica sono state identificate 3 possibili localizzazioni: Castione-Arbedo, Bodio e Lodrino. In una seconda fase, per determinare quale dei 3 possibili siti fosse la più idonea, sono stati scelti criteri di valutazione a livello aziendale, ambientali e socio-economici.

"Idealmente" si legge, "la posizione idonea, per una produzione ottimale per un centro di manutenzione di una specifica flotta, si posiziona ad un’estremità della linea di utilizzo. Considerando il triangolo base del traffico TILO (Castione-) Bellinzona-Locarno-Lugano(-Mendrisio) previsto dal 2026, si evince che un posizionamento centrale in questo triangolo non sarebbe stato più confacente alle esigenze rispetto ad uno esterno (per esempio Camorino/Giubiasco). Un allontanamento da uno dei vertici del triangolo implica maggiori costi di produzione".

"A queste considerazioni puramente aziendali vanno aggiunte le ponderazioni esplicate pure a livello ambientale e socio-economico, le quali hanno portato in ogni caso alla scelta della variante più idonea (Castione-Arbedo), ciò comunque considerando lo sviluppo dell’offerta Cargo e Passeggeri sull’asse Nord-Sud a partire dal dicembre 2020, con la messa in esercizio della galleria di base del Monte Ceneri".

"In conclusione, la raggiungibilità e l’operatività di Bodio rispettivamente Lodrino è risultata nettamente inferiore rispetto a quella di Castione-Arbedo, la quale è preferibile sotto tutti gli aspetti produttivi, sia dal punto di vista delle tracce a disposizione sia per i tempi di percorrenza necessari ai collegamenti ed i relativi costi di produzione".

"La possibilità di sostituire le composizioni al punto di inversione di corsa (nello specifico a Castione) è determinante per la gestione stabile del traffico, per il funzionamento efficiente dell’IHA e dell’offerta del traffico Regionale TILO, come pure per la necessaria flessibilità operativa che ne deriva. Questo punto è imperativo per la manutenzione leggera e per una gestione efficiente ed economicamente sostenibile del materiale rotabile TILO. È infine pure evidente che il punto d’incrocio della Giustizia è di rilevante complessità, risolvibile unicamente con ingenti investimenti infrastrutturali supplementari: salto montone oppure un nuovo binario di sorpasso tra Castione e la Giustizia, oltre ad adeguamenti tecnici importanti per adattare l’infrastruttura alla stazione di Bodio".

I terreni sacrificati 

A Castione-Arbedo vi sono circa 78’515 m2 di superficie avvicendamento culture (SAC) che andranno sacrificati per il nuovo stabilimento; questa superficie sarà compensata? "Le FFS sono consapevoli della situazione e non sottovalutano la problematica. Le FFS stanno analizzando delle soluzioni e collaborano strettamente, per questo importante punto, con il Cantone e con l’UFT".

Posti di lavoro 

Le FFS ribadiscono che il tema legato ai posti di lavoro rimane importante: "Ribadiamo pertanto che non sono previsti licenziamenti di collaboratori con contratto CCL FFS in vista del nuovo stabilimento industriale. La riduzione avverrà unicamente con la fluttuazione naturale".

Per il nuovo stabilimento sono previsti circa 200-230 posti di lavoro. "Ciò include il personale di produzione e amministrativo, vale a dire le aree a monte come la tecnologia, AVOR, pianificazione, logistica, acquisti, gestione degli impianti, gestione, ecc. E questo è assicurato. Una tendenza al rialzo è sempre possibile a seconda dello sviluppo del mercato (vedi collaborazioni/incarichi terzi).

"Per questi 200-230 collaboratori è prevista una riqualifica professionale, così da prepararli alla tecnologia avanzata del nuovo stabilimento, dove digitalizzazione e automazione saranno fortemente integrati nei processi lavorativi. Le FFS hanno stanziato 8 MCHF per la riqualifica dei propri collaboratori, pari a circa 40'000 franchi per ogni singolo collaboratore, un valore molto elevato rispetto ad altri settori industriali".

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