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Odio sul web, i margini del codice penale
Odio sul web, i margini del codice penale
Odio sul web, i margini del codice penale
Redazione
9 anni fa
Il caso delle due donne denunciate per la tragedia di Bellinzona fa tornare d'attualità il tema sui post offensivi

Scrivere post razzisti o offensivi su facebook può costituire un reato. Lo sanno bene le due donne indagate per essersi rallegrate sul web della morte di una 24enne eritrea avvenuta il 3 luglio scorso a Bellinzona. Un tema che nell’era dei social network diventa sempre più attuale e che obbliga i paesi a definire gli strumenti legali necessari per affrontare questo tipo di reati.

“In Svizzera per fortuna abbiamo un codice penale che supporta e tutela la privacy delle persone. La calunnia, la denigrazione, il ledere la personalità altrui possono essere perseguite penalmente e ciò vale sia nel mondo reale che in quello virtuale” spiega il responsabile del Dipartimento Tecnologie Innovative della Supsi Alessandro Trivilini ai colleghi di TeleTicino.

Ogni inchiesta necessita però di tutta una serie di prove concrete e oggettive, un lavoro non sempre evidente nel vasto mondo del web.

Tutti i dettagli nel video allegato.

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