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Ticino
OCST: “Via 13 posti alla Manor in Ticino”
Lara Sargenti
6 anni fa
In questi giorni il personale viene informato sui tagli previsti nelle filiali ticinesi. Il sindacato: “Tour in Ticino dei manager d’assalto”

“Managament meschino”. Così titola il comunicato del sindacato OCST in merito ai tagli previsti da Manor nell’ambito del suo piano di ristrutturazione per riorientare l’attività sull’e-commerce (in totale è prevista la soppressione di 476 impieghi in tutta la Svizzera, come annunciato settimana scorsa dal gigante della vendita al dettaglio). Tagli che, evidenzia il sindacato, sono già stati operati negli scorsi mesi in Ticino. “Nel periodo settembre 2019-marzo 2020, 32 persone avevano già perso il lavoro nelle 8 sedi ticinesi (Ascona, Balerna, Bellinzona, Biasca, Locarno, Lugano, Sant’Antonino e Vezia)” si legge nella nota firmata dal vice segretario cantonale Paolo Locatelli. “Licenziamenti operati con metodo chirurgico, per non svegliare il cane che dorme e non dover applicare le misure di legge per il licenziamento collettivo”.

Ora altri annunci sono in corso. Ma è sopratutto il metodo scelto dal grande magazzino a essere messo in discussione dal sindacato. “In questi giorni i manager d’assalto di Manor Ticino sono in tour in alcuni sedi per illuminare il personale entrando, si fa per dire, nei dettagli del come sarà raggiunto a livello locale, l’obiettivo finanziario/occupazionale deciso dalla direzione nazionale” si legge nella nota di OCST. “Proprio ieri a Sant’Antonino il direttore di sede ha ricevuto il compito di radunare tutto il personale per preannunciare loro il licenziamento di 13 collaboratori su 72. A tempo pieno? A tempo parziale? In che modo? Semplice, “decurtatevi il grado di occupazione corrispondente ed in questo modo forse eviteremo i 13 licenziamenti”. Per poi precisare però, mimando l’applicazione dei disposti di legge sul licenziamento collettivo: “care lavoratrici e cari lavoratori, se non ce la fate, ci pensiamo noi!” Ai dipendenti non è dato sapere oltre” sottolinea OCST, che deplora questo modo di agire. “Per il management meschino di Manor sono solo un costo da tagliare e giocando sul timore di perdere il posto di lavoro, delegano ai collaboratori la responsabilità di ogni posto di lavoro perso” conclude il sindacato, secondo cui il rischio è di ulteriormente penalizzare il personale femminile, già molto colpito a causa della crisi dovuta al Coronavirus.

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