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Ticino
OCST: “Senza regole, nessuna apertura”
Redazione
15 anni fa
Dopo la proposta del PLRT per un prolungamento degli orari d’apertura fino alle 18:30 il sabato, ecco la risposta del sindacato

“L’entrata a gamba tesa del gruppo di deputati PLRT sull’estensione degli orari d’apertura dei negozi è ritenuta una superficiale forzatura politica, volta ad agevolare interessi di parte senza considerare le esigenze e i diritti fondamentali del personale di vendita, che, in mancanza di un contratto di categoria, già subisce pesanti discriminazioni sociali e salariali”. Cosi risponde l’OCST alla richiesta del Partito Liberale di prolungare l’orario di apertura dei negozi al sabato fino alle 18:30

 

L’Organizzazione Cristiano-Sociale Ticinese dichiara nel suo comunicato stampa di stamane che “si opporrà fermamente a ogni iniziativa tesa a voler dilatare ulteriormente gli orari d’apertura dei negozi, senza che siano concordate tra i partner sociali chiare regole contrattuali a tutela del personale di vendita.”

 

In effetti, secondo l’OCST, “il settore della vendita non è in difficoltà come allarmisticamente è stato presentato, in modo improvvisato e confuso, dai manager delle medie e grandi imprese del commercio. Invece, sono in atto spregiudicate strategie imprenditoriali tese a escludere dal mercato i piccoli commercianti per favorire sfacciatamente solo gli interessi delle grandi superfici”.

 

“L’OCST rammenta che la mancanza di accordi sull’annoso problema della flessibilità degli orari dei negozi è riconducibile all’atteggiamento di chiusura che i responsabili delle medie e grandi imprese del commercio hanno sempre avuto. Una situazione che permette a questi di non sottoscrivere regole contrattuali, che tutelassero il personale di vendita in parallelo a una flessibilità degli orari dei negozi. Quel fatto, se non definito in modo condiviso, presta il fianco alla deregolamentazione, agli abusi e alle discriminazioni”.

 

 

L’OCST sottolinea che “si tratta di temi espressamente sindacali che devono essere risolti dai partner sociali senza maldestre forzature politiche, tanto gradite ai responsabili dei grandi distributori (DISTI), ma che contribuiscono solo ad accentuare il confronto con le parti sindacali.”

 

Per concludere, il sindacato annuncia che in considerazione di tutti gli interessi economici e sociali del settore e in mancanza di un accordo tra le parti, “profonderà tutti gli sforzi possibili contro le politiche di deregolamentazione, di dumping sociale e salariale già in essere nel settore della vendita e del commercio”.

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