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Ticino
OCST: “Esagerato licenziare i non vaccinati”
© CdT/ Chiara Zocchetti
© CdT/ Chiara Zocchetti
Redazione
5 anni fa
Il sindacato non condivide i toni delle nuove direttive anti-Covid di GastroTicino e invita al dialogo

Il sindacato OCST pone alcuni dubbi sul tono della lettera inviata da GatroTicino agli assocciati in cui si informa delle nuove direttive in materia Covid-19.

Se da un lato il sindacato “condivide pienamente l’importanza del vaccino, che sta dimostrando di essere un elemento centrale per superare la crisi”, dall’altro, “proporre il licenziamento come prima soluzione al problema delle lavoratrici e dei lavoratori non vaccinati è certamente eccessivo e sproporzionato”. Per l’OCST il riferimento “deve rimanere la linea dell’autorità federale, cioè di non imporre il vaccino”.

Nelle direttive di GastroTicino viene specificato che l’esercente “potrà pretendere che un candidato da assumere sia in possesso di un certificato (o che stia per ottenerlo). Può anche licenziarlo se il contratto è di durata indeterminata: non esiste una norma che impedisca di rescindere un contratto quando un dipendente diventa un ostacolo lavorativo, aziendale, o interpersonale”.

Licenziamento, “Soluzione sproporzionata”
“Il fatto che il non essere vaccinato - puntualizza il sindacato - implichi dei disagi per le colleghe e i colleghi di lavoro, può essere certamente vero, ma non è determinante per prendere una decisione così drastica. È del resto evidente che è sproporzionato intimare il licenziamento ad un dipendente per evitare agli altri il fastidio della mascherina, alla quale siamo ormai abituati, e la quale è imposta quotidianamente ad una buona fetta della società, pensiamo per esempio a chi lavora nel settore sociosanitario o a chi opera o studia nelle scuole”. Per l’OCST, inoltre l’eventuale malattia non può pregiudicare il futuro professionale di una persona, “che peraltro e verosimilmente, a parte il vaccino, avrà certamente altre competenze professionali”.

Un invito al dialogo
Il sindacato invita dunque, “in un momento difficile per tutti e nel quale sono da evitare le barricate e le divisioni, ad aprire un dialogo con le dipendenti e i dipendenti e di giungere a dei compromessi, piuttosto che agire in maniera avventata”.

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