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Ticino
OCST denuncia le prime riduzioni di salario
Redazione
12 anni fa
Alla Plastar di Muzzano si decurta del 15% per i frontalieri, mentre del 5% per il personale residente

A meno di 15 giorni dall'abbandono della soglia minima di cambio con l'euro, c'è chi ha già preso dei provvedimenti. 

Secondo quanto riporta il sindacato OCST il gruppo italiano Fabbri SA, proprietario in Ticino della Plastar di Muzzano, ha deciso di ridurre a partire dal prossimo 1 febbraio lo stipendio ai dipendenti frontalieri del 15%, mentre ai dipendenti residenti del 5%. 

Una mossa che il sindacato giudica "precipitosa e unilaterale": "Le modalità con le quali è stata imposta escludendo a priori qualunque possibilità di discussione, pongono inoltre non pochi dubbi sulla reali ragioni che la guidano. C’è stato il tempo di definire il reale impatto sull’andamento dell’azienda del corso valutario? C’è stato il tempo di valutare alternative che non incidessero così negativamente sul personale? Certamente no".

Sempre secondo quanto riporta il sindacato il personale dell'azienda sarebbe stato avvisato lo scorso martedì che l'unica alternativa alla situazione critica sarebbe stata la netta riduzione dello stipendio. Alla richiesta della commissione del personale di coinvolgere i sindacati per intavolare le trattative, la direzione si sarebbe nettamente rifiutata, minacciando di chiudere immediatamente le attività. Il giorno dopo i dipendenti sarebbero stati convocati uno ad uno ad accettare le condizioni imposte. 

Di fronte a tale situazione l'OCST ha chiesto un incontro urgente con la direzione e, per il tramite di Syna, ha sollecitato l'associazione padronale Swissmen ad intervenire per favorire una discussione tra le parti sociali.

"Urta che un impresa" conclude il sindacato, "peraltro sottoposta ad un contratto collettivo nazionale (la Convenzione dell’industria metalmeccanica) e tenuta a conformarsi a codificate modalità di discussione proceda in modo arbitrariamente unilaterale e prevaricante".

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