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Ticino
OCST: "2014, l'anno della svolta"
Redazione
13 anni fa
Il sindacato ha sottolineato in conferenza stampa l'importanza di arginare le distorsioni rilevabili sul mercato del lavoro. "Che il padronato passi dalle parole ai fatti"

Il contratto collettivo come strumento per migliorare le condizioni di lavoro in un momento di disordine e degrado del mercato. È il cavallo di battaglia per il 2014 da parte del sindacato OCST che stamane si è riunito in conferenza stampa nella sua sede di Lugano.

"E’ incontestabile" scrive il sindacato "che il mercato del lavoro necessiti urgentemente di una ricuperata regolazione. Qualsiasi sia il canale per farlo (contrattuale o legale), la fissazione di salari minimi ne è un cardine". Un tema, quello del salario minimo, che verrà già portato alla ribalta quest'anno da due iniziative. Una federale lanciata dall'Unione sindacale svizzera, che postula un salario minimo di 4000 franchi mensili, sarà posta in votazione nella prossima primavera. Nel caso non venga accolta, in Ticino figura già in lista d'attesa un'iniziativa popolare cantonale che intende introdurre salari minimi legali, differenziati per mansione e settore economico.

Secondo l'OCST le parti sociali, ossia imprenditori e sindacati, svolgono un ruolo fondamentale nel garantire in modo più completo un ordinato funzionamento del mercato del lavoro. E lo strumento più efficace a loro disposizione è il contratto collettivo di lavoro: "Da un lato consente di fissare le condizioni salariali e lavorative minime. E’ però anche una piattaforma di confronto e di dialogo che consente di farsi carico di temi più generali quali la tutela dell’occupazione, (con particolare riferimento ai giovani e ai lavoratori più anziani), la promozione della formazione professionale, la gestione del lavoro atipico, la conciliazione tra lavoro e famiglia".

Il sindacato chiede dunque al padronato, "che enfatizza tardivamente l'importanza del partenariato sociale al prevalente scopo di contrastare il salario minimo legale", di passare dalle parole ai fatti, promuovendo in modo concreto la diffusione dei contratti collettivi di lavoro: "La loro adozione nei rami tuttora scoperti" scrivono "è tanto più indispensabili nella nostra regione poiché particolarmente esposta alle ricadute della libera circolazione e gravata da un ritardo retributivo endemico". Un esempio sono i comparti dell'industria farmaceutica e il ramo delle fiduciarie, tutt'ora privi di una regolamentazione contrattuale, e per i quali il sindacato ha già ripetutamente sollecitato una trattativa.

L'OCST chiede infine il che il 2014 "sia un anno di svolta e che il padronato si immetta con coerenza sulla via di una intensificata collaborazione tra le parti sociali mostraondosi disponibile a varare un piano di diffusione dei contratti collettivi di lavoro".

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