
Sarà una sentenza importante, quella della Corte dei reclami penali, perché potrebbe finalmente fissare i paletti sui prezzi delle stanze delle prostitute. Per distinguere una volta per tutte la tariffa onesta da quella usuraia. Una questione cruciale, che dopo il blitz di giovedì scorso all’Oceano si avvia verso un chiarimento. In seguito all’intervento delle forze dell’ordine, il procuratore generale John Noseda ha promosso un procedimento penale nei confronti degli Albertalli, i gerenti del locale di Pazzallo per titolo di usura, promovimento della prostituzione e riciclaggio di denaro. Sono stati rilasciati la sera stessa, dopo che il procuratore generale ha sottoposto loro due condizioni in sostituzione del carcerazione. La prima è la chiusura del bar, dove le ragazze adescavano i clienti. La seconda è un abbattimento generale dei prezzi delle stanze. Queste le proposte formulate dal procuratore generale quali misure sostitutive della carcerazione. La decisione in merito spettava al giudice dei provvedimenti coercitivi, che ha bocciato su tutti i fronti la linea indicata dall’accusa. Mancano gravi indizi di colpevolezza. Non è provata l’usura. Non è provato il promovimento della prostituzione. Gli estremi dei reati sono inesistenti. Inoltre la proposta delle misure sostitutive è ritenuta alquanto singolare e verosimilmente non contemplata dalla legge. Insomma, le tesi del procuratore generale sul caso Oceano non trovano d’accordo il giudice Claudia Solcà. La notizia è stata anticipata da TeleTicino.Quindi ad oggi i prezzi delle camere per le prostitute rimangono un punto irrisolto. Per la procura le tariffe applicate all’Oceano di Pazzallo sono usuraie, ma non per il giudice Solcà, che scrive: il prezzo della stanza di un bordello è una questione di politica economica, commerciale. Non può essere il giudice a definirla, non essendo in possesso delle conoscenze professionali necessarie. Ma John Noseda non ci sta e lunedì scorso ha presentato un reclamo alla corte competente, presieduta da Mauro Mini, il quale ora ha concesso alle parti 10 giorni per presentare le proprie osservazioni.Matteo Bernasconi
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