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Ticino
Occupazione dei molinari in via Monte Boglia
Occupazione dei molinari in via Monte Boglia
Occupazione dei molinari in via Monte Boglia
Redazione
11 anni fa
Da ieri pomeriggio gli autogestiti occupano una casa abbandonata. Il sindaco Borradori: "È un atto di sfida"

Aveva parlato di "piccolissimi passi in avanti in un clima abbastanza sereno", la municipale socialista Cristina Zanini Barzaghi, mercoledì sera all'uscita dall'incontro con i rappresentanti del Centro sociale dell'ex Macello.

Evidentemente gli autogestiti non hanno vissuto l'incontro nella stessa maniera.

Altrimenti non si spiegherebbe la decisione, a poche ore dalla conclusione dell'incontro con il Municipio di Lugano, di occupare una casa in via Monte Boglia.

Infatti nel pomeriggio di ieri un drappello di molinari è entrato nella casa disabitata, situata a pochi passi dalla sede della Lega dei Ticinesi, ed ha affisso degli striscioni sulle pareti esterne. "Occupa e resisti" si legge su uno, "Riprendiamoci gli spazi", su un altro.

Ieri sera i molinari hanno poi proiettato all'interno della casa occupata il noto film "Qualcuno volò sul nido del cuculo", mentre per stasera sono previsti dei momenti di informazione e riflessioni sul tema "psicanalisi e psichiatria".

In sostanza, gli autogestiti vogliono far passare il messaggio di non essere dei pazzi, ma semplicemente degli essere umani con i propri desideri e le proprie esigenze.

Un messaggio che il sindaco di Lugano Marco Borradori non sembra aver fatto suo.

Raggiunto ieri sera in tarda serata da LiberaTV, dopo che già la Polizia si era recata sul posto per verificare la situazione, il sindaco ha dichiarato che "quello dei Molinari è un atto di sfida".

"Prenderemo atto e agiremo di conseguenza" ha aggiunto Borradori, secondo cui l'occupazione della casa in via Monte Boglia sarebbe una risposta implicita all'incontro di mercoledì, durante il quale il Municipio aveva chiesto il rispetto di alcune regole minime di convivenza. "Credo che a questo punto lo spazio per le trattative sia finito" ha concluso Borradori, "a meno che domani ci siano segnali diametralmente opposti."

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