
È di ieri la notizia, orribile, di un nuovo caso di pedofilia nel Bellinzonese. Un 35enne, in parte con la complicità di una prostituta sudamericana, avrebbe messo a segno 70 violenze carnali ai danni di cinque bambine, oltre a 217 abusi di varia natura.
Un nuovo caso che non lascia indifferente nemmeno la politica. E già stamattina, all'indomani della notizia, le deputate dei Verdi Michela Delcò Petralli ed Elena Bacchetta hanno presentato una mozione, con la quale chiedono al Cantone di fare di più contro la pedofilia.
"Il male fatto alle vittime di abusi sessuali non si può riparare, nemmeno con una condanna penale. Bisogna intervenire prima, per evitare che il male si compia" scrivono le due parlamentari. "In ambito di prevenzione molto si sta facendo, ma molto si potrebbe ancora fare."
Con la loro mozione, Delcò Petralli e Bacchetta chiedono quindi di implementare e di sostenere con più mezzi il lavoro che si sta già facendo a livello cantonale. Chiedono inoltre che si metta in atto una campagna di sensibilizzazione a tappeto, "e questo tramite i media ed ogni altro strumento di comunicazione di massa, appropriato allo scopo".
"La protezione dei nostri figli è il primo obiettivo di una società civile", sottolineano.
"La campagna di sensibilizzazione" aggiungono le due granconsigliere, "avrà come obiettivo quello di informare la popolazione sui comportamenti che possono rappresentare una violenza sui minori (che non necessariamente si traducono in abusi sessuali) e di indicare, per quanto possibile, alcuni strumenti di allerta, che ci possano aiutare a capire se siamo confrontati (come vicini di casa, amici, parenti, insegnanti o genitori) ad un caso di abuso su minori. La campagna di sensibilizzazione dovrà anche pubblicizzare i gruppi di lavoro cantonali, ai quali, se del caso, ci si possa rivolgere. Tutto questo, evidentemente, con la dovuta cautela e sensibilità per non scadere in una “caccia alle streghe”."
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